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Sabato, 17 Gennaio 2004 14:57

Qualche pensiero intorno... ''al diavolo dei Girondini''

Scritto da  mayfair
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Come non appassionarsi alle avventure di Hugo-Ghigò, al suo vortice di vita non vita, di donna in donna, di piede in piede. Come non averne orrore, pietà, quando la parola amore gli muore in bocca, quando non riesce a distinguere più i suoi sogni da quelli degli altri.

Ci sono ingranaggi di noi che si rompono, smettono di girare. Si continua a vivere anche dopo un danno, un evento sinistro, ma si lascia qualcosa di noi lì ferma, prigioniera di un fantomatico e diabolico personaggio, la colpa.
Così è per Hugo, erede di una famiglia dell’aristocrazia europea, detto Ghigò, “le petit duc”. La ruota dei sentimenti, quelli veri, non gira più. Ma Ghigò non è pienamente cosciente. E’ vittima dei sintomi del danno, incubi, sogni, e di una memoria che non c’è più, perché è nel ricordo che amiamo.
Ma la vita è subdola ed arrogante, non permette che ci trastulliamo a lungo in mondi paralleli, in fantasie di fuga. Anzi i nostri sogni mescolati ai sogni degli altri diventano più veri della vita reale, ed è li che si decide il destino. Arriva un campanello ad avvisarci: è l’ora! E da lì si ricomincia. Per “ le petit duc” saranno i piedi, o meglio l’irrefrenabile desiderio legato ai piedi delle donne, a costringerlo a ricordare. Non donne amate, ma donne improvvisamente apparse, simulacri, immagini, visioni (?) di donne.
Come non appassionarsi alle avventure di Hugo-Ghigò, al suo vortice di vita non vita, di donna in donna, di piede in piede. Come non averne orrore, pietà, quando la parola amore gli muore in bocca, quando non riesce a distinguere più i suoi sogni da quelli degli altri.
Ma tanti possono essere i viaggi dentro il viaggio di questo libro. Possiamo anche semplicemente lasciarci trasportare: entrare al diavolo dei girondini, il ristorante degli amici di Ghigò, in questo tempo e uscire dal retro in un altro tempo, con un altro nome, un’altra vita. Possiamo seguire l’intreccio di una storia d’amore impossibile. O, sognare…di entrare nelle avventure erotiche di un “Don Giovannì”.
E’ un viaggio come un film, dove i personaggi sono sentimenti e talvolta i sentimenti sono personaggi. Dove mille escamotage celano un unico romantico sogno: recuperare quello che é perduto. Con una colonna sonora, badate bene! Motivi certo di qualche anno fa! Quello conduttore "Sympathy for the devil" però è difficile definirlo vecchio, tant’è che è stato riedito proprio giusto per l’uscita di questo libro(!?). Poi dicono che non esistono i viaggi nel tempo!
Dunque…
Pleased to meet you…Ghigò.
Letto 2208 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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