Italian English
Sabato, 06 Dicembre 2003 19:35

La perdita

Scritto da  Nadine
Vota questo articolo
(0 Voti)
“Ehi, puttanella ti vieni a fare un giretto?”
La prima frase gelida. Paura.
“Ehi, puttanella quanto vuoi per un giretto?”
Incomprensione. Cuore in gola. I miei passi si spostano più velocemente, il mio sguardo cerca qualcuno da vedere. Nulla. Nulla. Se ne andranno quei tre, stanno scherzando, vedrai Nadia, scherzano. Sono una bambina che gioca a fare la ragazza, sì, scherzano.

Mare, la scuola finita. Nuovi posti, nuove persone, nuovi visi. “Nadia, vai a comperarmi l’aceto e i pomodorini... e mettiti pure il tuo vestitino!” Il primo vestitino da signorina e non da bambina Il mio regalo. Un vestitino color crema sopra le ginocchia e i sandaletti color del salmone. Una grande conquista per chi che fino ad allora usava jeans e scarpe da tennis. Non potevo aspettare l’occasione, dovevo indossarlo... “...l’aceto e i pomodorini... e mettiti pure il tuo vestitino!” Ultima frase calda.
(ultima da spensierata, ultima da ciò che avrei voluto essere per sempre)

***

La strada è un rettilineo lungo, lungo. Isolato: duecento metri prima del negozietto. Caldo nel mio vestitino così bello. Nei miei pensieri felici. Voglia di correre e di rallentare per sfoggiare il mio sentirmi adolescente. Quasi donna.

She takes just like a woman,
yes, she does...

La mia coda di cavallo che dà la cadenza: a destra e a sinistra. Sinistra, destra. Un lucidalabbra lieve: lo sento come un trucco da donna. Quasi una donna. Bella, mi sento bella.

...just like a woman, yes, she does...

Gli odori secchi. In lontananza i tuffi al mare, le risate di gente in spiaggia. Mare piatto. La spesa fatta. A casa, verso il mare. Quasi donna.

***

“Ehi, puttanella ti vieni a fare un giretto?”
La prima frase gelida. Paura.
“Ehi, puttanella quanto vuoi per un giretto?”
Incomprensione. Cuore in gola. I miei passi si spostano più velocemente, il mio sguardo cerca qualcuno da vedere. Nulla. Nulla. Se ne andranno quei tre, stanno scherzando, vedrai Nadia, scherzano. Sono una bambina che gioca a fare la ragazza, sì, scherzano.

...just like a woman, yes, she does...

Dov’è la gente in questa strada?

***

Uno strappo alla mia coda di cavallo. Il dolore. La sgommata. L’odore di aceto nel naso, improvviso, acre, forte… la bottiglia rotta. Ultimo odore familiare. Ingoiata dalle pareti di lamiera della macchina arroventata. Arroventata dal caldo e dalla sporcizia di atti e di pensieri. Dilaniata. Dilaniata con crudeltà vergognosa.

She makes love
just like a woman, yes...

Sporcizia. Sporcizia ovunque. Il mio vestitino.
Compressione ovunque, mani ovunque. Dentro, fuori.
Commenti sconosciuti per me.
Parole forti. Risate. Piango.

She makes love
just like a woman, yes...

Io piango...
Dio, aiutami… Ti prego… aiutami… falli smettere Dio, falli smettere.
Non smettono. No, non smettono, spingono dentro, lacerano...
Giocano. Giocano… mi spezzano…
Tre. Tre. Tre uno alla volta dentro. La loro puzza.

She makes love,
just like a woman...

Puzza di sudore, porco. Porci. Schifosi porci.
Dio, aiutami… Ti prego… aiutami… falli smettere Dio, falli smettere.

***

Smettono.
Dopo essersi preso tutto.
Dopo avermi regalato la presenza del Nulla.
Che tu sia maledetto Dio, dovevi farli smettere prima! Prima...

***

Il mio vestitino color rosa-marrone, non piu crema.
Le mie mutandine perse.
I miei sandaletti ancora lì.
La mia coda di cavallo sciolta disordinatamente.
Le mie cosce rosate di sangue.
Il dolore.
All’addome.
Alla schiena.
In bocca.
“Mamma, voglio la mamma“…
“Mamma, aiutami…”
Mamma, portami a casa…
Mamma, aiutami, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma…

***

“Ecco a fare indossare a tua figlia vestitini da puttana. Ecco il risultato. Vacca…
Prima frase della mia nuova vita.
L’odio... L’odio... eccolo, si fa strada, incomincia a farsi conoscere.
Il buio. Mi avvolge. Riempie di immagini la mia mente.
Gli odori da strappare dal mio corpo, fino allo stremo delle forze.
La perdita. La perdita di Nadia. La perdita della spensieratezza. Lo strappo dell’anima. Forte. Fermo. Impetuoso. Duro.
La morte dentro. Il desiderio di vendetta. La voglia di morire (anche fuori).
La voglia di farmi male, per non sentire dolore.
La voglia di fare male a tutti.
La voglia di non darmi bene.
Il bisogno di togliermi tutto ciò che possa ridarmi Nadia.
Il bisogno di scappare. Sempre.

you fake,
just like a woman...

Oggi un pensiero: saranno ancora vivi? Chi sono? Cosa fanno? Li cerco negli occhi di ogni “maschio”…per poterli uccidere. Per poter affondare il mio odio su di loro. Per trovare un minuto di pace. Schiacciati. Umiliati. Ma non tornerà più... non tornerà più la mia spensieratezza. Non saprò mai cosa significhi un bacio fatto di amore.
Non conoscerò mai il desiderio di un abbraccio di un uomo.
Non potrò mai sentirmi al sicuro dentro i pensieri di un uomo.
E nessuno mi ridarà la mia purezza.
Quella adesso naviga nell’odio...

***

Ed io, io ho un inferno da gestire, sola, perché nessuno deve avvicinarsi a me, se non come “attimo” . Nessuno deve farmi fermare, nessuno deve trovarmi.

She takes just like a woman,
yes, she does...

Nessuno deve ridarmi Nadia, quella stupida Nadia, col vestitino color crema e i sandaletti salmone, quella vacca, che si è fatta “sbattere” da tre sconosciuti. Che gran troia...

She takes
just like a woman,
yes...
Letto 3117 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
Layouts
Colors