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Venerdì, 20 Novembre 2009 22:46

Assicurazioni Generali

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Venerdì tredici.  Di Novembre. Uhm...il gatto nero & il mese dei morti. Che si può volere di più? Niente, tranne che mancano più  o meno quaranta giorni  a  Natale, dunque quasi ora di chiudere la baracca...  In ogni caso quel venerdì pomeriggio l'avvocato  Claudio Costa, (per gli amici Cicì)  si ritrova in  ufficio dopo lo sosta  per il pranzo, a interrogare il pc. C'è  una storia di gioielli e ruberie che gli suona male. Sono andati via  tutti, o quasi:  in fondo, anche se i  soldi di questi tempi sono pochi, è pur sempre venerdì. O no?

                                                                I'll stop trying to make a difference
                                                               I 'm not trying to make a difference..

Ma lui  con quellla spia rossa che gli lampeggia in mente,  ha deciso di rimanere. E poi gli manca pure la voglia di tornare a casa.  Un cd va spedito... come più o meno sempre nel suo ufficio.  Rock. Una delle passioni di Cicì.  Pearl Jam..

I'll stop trying to make a difference
No way

Ooh, let's call in an angel….

Più che sentirne il fruscio, Claudio avverte la porta del suo ufficio che  si apre. Senza che prima qualcuno abbia  bussato per annunziarsi. Lasciamo perdere le formalità, ma è pur sempre l’ufficio del capo. Uhm…Magari è Ida,  la donna delle pulizie.  Colpa sua, ha lasciato   aperto,  fidando sul fatto di essere solo. Si volta a guardare, più stupito che di malumore, pronto ad ascoltare il pettegolezzo che gli sarà servito fresco di giornata. E invece scorge Martina, la ragioniera. La sua “ ragioniera desiderata”. La sua amica Martina. Visione  rara dalle quelle parti. In tiro, come non mai.

I'll stop trying to make a difference..

…Who's calling an angel?

 

Che Martina possa definirsi un angelo, uhm. Né è quello il ruolo che Claudio le ha assegnato nelle sue fantasie privatissime. Ma non l’ha proprio incrociata per  tutta quella mattina. E non solo. E’ un bel po’ che lei evita di passare di lì, dal suo ufficio. Nonostante lui la cerchi spesso. Con desiderio. Un desiderio speciale, che lei conosce benissimo. Con cui, ogni tanto, sempre più raramente però, si diverte a giocare.  Anche quella mattina ha chiesto di lei. Gli hanno riferito che è in giro per le agenzie di città. A consegnare gli assegni. Le ha telefonato: niente da fare, non è raggiungibile.  Dove sei, Martì? A quest’ora si è rassegnato. Pensa che anche lei sia andata via, magari a fare spese con quella peste della figlia. O con qualcuno altro. E’ geloso di lei? Ma no, non è così, Claudio la conosce la gelosia, quella che ti rode dentro. Che scava come una talpa. No, non è gelosia… però  è una voglia che non finisce mai. Un desiderio che lei gli spalanca  dentro, profondo come un abisso in cui lasciarsi cadere .

 

Let's call in an angel
Who's calling an angel?

 

No,  non è un angelo. Certo che no.  Martina chiude la porta e lo guarda. Magari  si rende conto di averlo sorpreso, forse se ne compiace. E  sorride con la testa inclinata a sinistra, come tutte le volte in cui qualche pensierino speciale  le vaga in mente.. Martina è  alta un po’ più della media.  I suoi  capelli sono castani, gli occhi chiari. Tutti particolari che Claudio conosce a memoria, anche se per molto tempo li ha quasi ignorati. Prima di scoprire quanto potesse essere interessante la sua amica ragioniera. Almeno secondo certe angolazioni del suo cervello. Quelle  che l’avevano inquadrata così… Il cappottino grigio chiaro che indossa oggi ne disegna i contorni senza ingrossarla, facendo invece risaltare il pullover blue  e i jeans neri. Martina veleggia con disinvoltura verso i cinquanta e non ha niente da invidiare a molte pin up che lavorano da quelle parti. Il suo primo gesto, che ne denota la confidenza in quel luogo, è andare a spegnere il cd… Poi senza dargli il tempo di aprire bocca..

-          Che bel taglio di capelli, Cì.…  è per farti ammirare dal personale di servizio che rimani in ufficio ? Ida avrà un orgasmo  quando ti vede…

Claudio è  lì- lì  per una rimostranza,  ma quell’apertura con  orgasmi  gli fa cambiare idea.. …Martina di rado si lascia andare a queste aperture mentali se non è di vena..

-          Vuoi sapere la verità?… è proprio colpa  della mia parrucchiera cinese, Lucinda,  se sono qui…

Martina si fa guardinga..

-          Sei una sorpresa continua Cì… mi stai facendo sapere che hai una relazione con la cinesina? Stai aspettando forse lei?

-          Come no, ora la vedi arrivare… non esagerare con le scene di gelosia, ti raccomando…

Martina sogghigna, ha notato come la sta guardando, come non perda un solo movimento di quelli che lei compie.. e della febbre che ha nello sguardo..

-          Uhm… provaci, tante volte…

Infatti Claudio ne spia i movimenti, da quando l’ha vista non fa che pensarci. Ma poi decide di comportarsi come se niente fosse. In fondo lui è il capo e quello è il suo ufficio..

-          Insomma…ieri, mentre mi sforbiciava mi ha consigliato di seguire l’impressione che mi passava in mente e approfondirla con l’aiuto del cervello elettrico..

Martina si avvicina a Claudio, gli sfiora le labbra con accenno di  bacio… sottile, impercettibile, un sogno… poi sorride un po’ beffarda e si sposta..

-          Ti trascuro talmente che stai impazzendo, infelice Cì? Il cervello elettrico? Ma di che parla, avvocato Costa?

E’ l’unica che ha abbreviato ancora un po’ il suo nick. Da Cicì a Cì. Solo per lei.  E ora è addirittura passata ad avvocato Costa. Forse giudicando grave il momento. Claudio però , senza scomporsi,  le mostra sullo schermo del pc qualche dato evidenziato.

-          Sono infelice è vero…. tu mi trascuri, completamente … Altrimenti sapresti di questo, Martì…

Martina scuote la testa, poi sbircia lo schermo del pc…

-          …se ti ricordi… ti avevo accennato, quando ancora avevi l’abitudine di passare di qui, che c’era qualcosa che mi lasciava perplesso nell’indennizzo alla gioielleria di piazza Mazzini.. Il furto del mese scorso…

Martina non ha idea di cosa stia parlando, però ha voglia di mettere i puntini su altro…

-          Io non ti trascuro affatto, Cì…solo che, uffà…A parte che ci vediamo quasi tutti i giorni…

Claudio la interrompe

-          Ci vediamo? forse da lontano….Ma non cambiare discorso adesso…

-          Va bene, ma…

-           Insomma….ti ricordi?

-          No, per fortuna non tutto quello che mi dici mi rimane impresso..

Lui la fissa. Ha uno sguardo speciale. Uhm…Forse oggi…

-          Ne sono certo.. in ogni caso, ieri pomeriggio ci pensavo..

-          Pensavi alla gioielleria dalla tua parrucchiera cinese? E ti sei confidato con lei? Lei hai parlato di me?

Claudio scuote la testa. Per un attimo gli compare davanti il viso allegro di Lucinda. Anzi, gli pare persino che gli faccia l’occhietto…

-          Ma se manco capisce bene l’italiano… lo vedi che non presti attenzione alle cose che ti racconto?

Martina si tocca la fronte come se le fosse appena tornato in testa qualcosa..

-          Ah… la parrucchiera lettrice del pensiero…sai,  questa l’avevo rimossa… insomma, massaggiando la tua zucchetta,  ha scoperto una pastetta…. in gioielleria..

Si diverte Martina e Claudio non se la prende per quelle piccole beffe… Anzi, lo mettono di umore migliore..

-          Più o meno.. comunque quando stamattina  ho approfondito l’argomento con il nostro database sono rimasto di stucco… Ci sono altre sette richieste di risarcimento per taccheggi che hanno le identiche caratteristiche di questo… in sette diverse città.. stesso sistema d’allarme, stessa tecnica di lavoro. Persino la stessa somma richiesta come risarcimento.. ad occhio e croce…

Martina si fa seria, poi però sorride di nuovo..

-          Uhm…  tutto questo attraverso l’arte magica di Lucinda… una parrucchiera cinese.. oh, Cì…vorrei sapere di tutte le persone che ti conoscono chi potrebbe immaginare le stranezze che ti ronzano nel cervello… ehi, ma la parrucchiera non ha scoperto niente altro, oltre le gioiellerie?

Claudio scuote la testa. Ma per attimo non si sente così sicuro. Un paio di volte mentre lo sforbiciava, ha notato Lucinda con gli occhi che le ridevano…

-          Non so. Altro però non mi ha detto… Invece, a cosa si deve l’inaspettata fortuna della tua presenza qui, Signora Martina Pigliapoco?

Martina scuote la testa..

-          Uhm, non so… per la verità non era nei miei programmi… poi quando l’usciere mi ha detto che eri ancora in stanza, mi ha preso un senso di colpa che non ti so manco spiegare… e sono passata a salutarti..

Claudio si sfila gli occhialini, li pulisce e poi la fissa..

-          Allora devo ringraziare gli strizzacervelli…però in questo modo siamo  praticamente soli oggi da queste parti, Marti..

Martina fa no-no con la testa e si allontana..

-          Non farti strane idee… ho intravisto qualche impiegato nell’altro lato dell’ufficio..

-          Davvero? Adesso chiudo la porta…

Si gira. Pigia il pulsante di chiusura. Ora per entrare bisognerà annunciarsi..

-          E dai… sai le chiacchiere  di Ida quando viene qui a sistemare..

Ida, citata per la seconda volta, è  la donna delle pulizie… una spilungona con  una lingua ancora più lunga, tanto da riuscire a ricamare storielle anche sulle cose più innocenti che succedono lì, nell’ufficio rendiconto delle assicurazioni generali. L’ufficio di cui è responsabile (da poco meno di un anno) lui,  Claudio Costa.. Cicì.

-          Ti preoccupi che sia gelosa di te?

-          Per  niente, anche perché ora me ne vado…

Sbircia la sua faccia visibilmente delusa…

-          Non fare così….non credevo che fossi qui, pensavo fossi partito..

-          Uhm… con  questi chiari di luna come faccio a starmene tranquillo?

Martina ci pensa un po’…

-          Vuoi passare la faccenda a quelli  di sotto?  all’ufficio ficcanasi? Se lo fai, andremo sui giornali… Già lo vedo il titolo: La criminalità colpisce e le assicurazioni trovano ogni scusa per non pagare… Metteremo d’accordo il parlamento. Destra e sinistra insieme, per una volta, come quando si aumentano lo stipendio..

Per un attimo Claudio trascura i pensieri che Martina gli suscita..

-          Che mi frega, Martì… ci  vado sui giornali….ma prima di dare parere favorevole a  quel risarcimento, qui,  in automatico, senza manco aspettare la chiusura dell’istruttoria,  ci voglio vedere chiaro..

Martina si fa seria.

-          Ma è stato il ministero a raccomandarci di essere solleciti con le vittime di questi reati..

Lui fa spallucce.

-          Il ministero del commercio, figuriamoci..

Ora è lei che fa spallucce.

-          Ok…… ma è venerdì, sei stanco, dovresti andartene a casa…

Lui la guarda..

-          Già… sapessi che voglia… oggi  arriva  mia suocera… con la scusa di aiutare mia moglie Franca per la cena,  si installa a casa… e dieci minuti dopo, sicuro tira fuori  quell’imbecille di mio cognato…ora poi  che lui  ha comprato la casetta sull’Appennino… “pepè- pepè….lui sì che ha fatto una bella carriera… mentre tuo marito all’assicurazione… pepè-pepè…”

Martina gli regala una carezza convinta…

-          Mi fai ridere…Tuo cognato? Non lo conosco?

Claudio scuote la testa…

-          No, non vado in giro a dire che Emilio D’orazio è mio cognato..

Lei strabuzza gli occhi..

-           Ohi…. il sottosegretario? L’ho intravisto su E-tv l’altra sera, tutto sorridente…

-          E figuriamoci… il signor “che problema c’è..”  se si sparge la voce che è mio parente qualcuno tira fuori pure la storia che ho avuto questo posto per merito suo..

-          Ed è così?

-          Piuttosto sarei andato a servizio..

Martina lo sbircia divertita..

-          Ahi- ahi… a casa mia,  scommetterei…. Ai miei  comandi severi…

Ridacchia Martina, si toglie il cappotto e va a sistemarsi  nella poltrona in fondo alla stanza,  qualche metro distante dalla scrivania di lui senza smettere di fissarlo..

-          Non guardarmi così. Scherzo. E tu a queste cose non devi pensarci  Cì, sono quelle che ti fanno stare male… piuttosto, la capisco tua suocera… quando la figlia ha portato in casa un laureato in legge, immaginava un genero con lo studio  a corso Mazzini..

-          Chi se ne frega di quello che immaginava.. io manco la laurea in legge volevo prendermi.. 

-          Uhm, lo so, lo so, tu sei un artista… ah… e  tua moglie per chi fa il tifo?

-          Franca? Non la sopporta manco lei la madre e ancora di meno mio cognato… certe volte mi sento maledettamente in colpa con mia moglie, sai?

Martina si fa apprensiva. Perché uno degli aspetti più contraddittori di lei è la sua  propensione alla normalità. Almeno apparente. Per lei le cose devono rimanere come sono. Lei non vuole  scossoni. Anche se poi magari è lei stessa che provoca terremoti..

-          Perché non hai voglia di lei?

Claudio fa spallucce..

-          Uhm…

Martina incrocia le gambe e scuote la testa…

-          Ecco, è colpa mia, lo so…Sei troppo preso  da me, da quei pensieri che ti lasci ronzare nel cervello…io non avrei dovuto assecondarti, sono stata debole, ecco… questo è il problema….

Claudio scuote la testa, ma lei non gli dà modo di interromperla…

-          ah… lo sai che ieri sera ho chiesto a mio marito come mai non mi dà più retta… da quel punto di vista?

-          A Tullio? No che non lo so… uhm… lo sai di essere una bella stronzetta, Martì? Fai tutti i cazzi tuoi e poi lo metti pure a disagio con queste cose? Io dico che è’ normale che certe magie svaniscono quando si vive insieme..

Lei sistema i capelli guardando verso la finestra, poi si volta e lo fissa…

-          Uhm… tu quanto tempo ci impiegheresti prima di smettere di aver voglia di subirmi?

Lui ha un sussulto..

-          Non lo so…proviamo?

Martina ridacchia…

-          Non se ne parla…

Lo dice, ma Claudio sente qualcosa dentro che comincia a crescere. Quel tono di Martina lo conosce. Non è per niente un no, il suo.. Così non apre bocca, aspetta che lei riprenda a parlare. Cosa che accade una attimo dopo..

-          Uhm…comunque  mi dà fastidio che lui mi ignori proprio..

-          Sei una perversa…

-          Uhm… forse,  ma non come vorresti tu…

-          Chi lo sai..

Martina ridacchia di più…

-          E dai… lo dici e mi guardi gli stivali, brutto segno….. lo so quel che stai pensando…

Lo fissa per un attimo, poi cambia discorso…

-          Ah… ‘ scolta… se vuoi passare la storia delle gioiellerie a quelli del piano di sotto… ai ficcanasai…. potrei dirlo a Stefania, in fondo lei è una di loro … se lo sapevo prima le avrei accennato la cosa…sono stata in giro tutta la mattina con lei a consegnare assegni e ritirare moduli....

Lo dice con un sorrisetto agli angoli della bocca. Quello delle volte in cui le va di fare una partitella perversa..

-          La  Fattori?

-          Esattamente, lei..

Claudio si alza in piedi, va a rimettere in funzione il cd.  Non è che gli piaccia granchè la persona in questione.

-          Uhm, te ne vai in giro proprio con una che ogni volta che mi vede ringhia…


I swallow my face just to keep from biting..

 

Martina guarda il display del telefonino…

-          Ehi…vado in giro con chi mi pare… e comunque non esagerare, Cì… lei ha un carattere tosto e non sempre è d’accordo…con te poi… non puoi darle tutti i torti… piuttosto questa potrebbe essere l’occasione per chiarirvi..

Claudio è in piedi, accanto al cd, le dà le spalle.

-          Chiarire cosa?

Martina socchiude gli occhi ..

-          Ehi, fai lo scemo allora…

Lui si volta…

-          No, ma non ricominciare con questa storia… cosa altro potevo fare in quella situazione? E’ questo lavoro di merda che ti costringe a prendere decisioni così, lo sai…

Martina  si appassiona. E’ fatta così…

-          Si ma ci rimase malissimo. Pensava che tu avessi fiducia in lei..

Claudio allarga le braccia..

-          Io si che ce l’avevo.

Martina scuote la testa…

-          Però ti era antipatica… confessa…

Lui sospira. E’ chiaro che il discorso non gli piace..

-          Ma no… e poi che c’entra questo…un documento. E la sua firma. E aveva pure ammesso che era stata lei a mettercela. Al posto di un altro…

Invece Martina non smette di lottare..

-          Che le aveva chiesto un favore..

E lui si sforza di tenere i toni smorzati…

-          Come no….  Ma poi si era rimangiato tutto e così sono venute fuori un bel po’ di magagne..

-          Ma lei non c’entrava nulla…

In un’altra occasione, con altre persone, Claudio sarebbe andato su tutte le furie. Ma non vuole litigare con Martina. Non quel pomeriggio, almeno… Così le sorride..

-          E infatti ne è uscita pulita. Cosa devo fare, andare in ginocchio fino alla sua stanza e farmi dare una penitenza? O adesso chiederla a te, visto che adesso scopro che la frequenti?

Martina si guarda le punte degli stivali..

-           … Muori dalla voglia di chiedermela, la penitenza..

I swallowed my breath and went deep, I was diving, diving
I surfaced when all of my being was enlightened.

 

Claudio si lascia prendere dalla musica, prima di risponderle..

-          ..Certo… la penitenza  di prendermi  cura dei tuoi piedini..

Martina sogghigna…

-          Non è una penitenza per te, anzi, è il tuo treno della felicità…

Claudio si rende conto che lei ha deciso. Che giocherà con lui. E  ha la voce che quasi si incrina..

-          Ma tu potresti fare in modo che lo diventi..

La smorfia incredula di Martina ..

-          Lo sapevo che avresti detto questo.  E sai che non ti credo…  e poi comunque non si deve… …perché tu hai in mente altre cose per me… e io…io ho altri pensieri…mi dispiace che tu debba soffrire, credimi, ma è così, lo sai che sono matta…. quindi sistemo la roba  e ti lascio… quando  l’usciere mi ha detto che eri ancora qui  sono passata, ma non so se ho fatto bene.. te l’ho detto,  mi sento un po’ in colpa con te, vorrei poter fare qualcosa ma…. Ma  non quello che stai pensando tu… credo che tu mi abbia già troppo in mente..

Claudio avverte dentro una fitta. Ma sì. E’ proprio gelosia.

-          Ma insomma, quali sono questi pensieri?

-          Uffa, pensieri, pensieri… e tu hai in testa quelle cose… che mi vuoi subire e tutto il resto…  e io non voglio farti subire niente… e  so che gli altri pensieri che ho in testa  ti farebbero soffrire..

-          Altri pensieri che mi farebbero soffrire? E perché mai? Ci sono altri pretendenti a subirti?

Martina si ravvia i capelli, con un gesto rapido. Poi scuote la testa…

-          Questo no,  hai l’esclusiva …sei l’unico … però  tu non pensi solo a subirmi…  anche se è il tuo pensiero principale… ecco… adesso che fai? Mi guardi gli stivali… Ti sei incantato…

Claudio siede sul pavimento davanti a lei…

-          Si…. E poi perché non me li racconti i tuoi pensieri…

Martina gli sfiora i capelli con la mano…

-          Lo sai che mi piacerebbe. Mi piace sempre confidarmi con te..

-          E allora fallo… io ti sfilo gli stivali e tu mi dici delle tue riflessione vagabonde..

Martina muove  l’indice orizzontalmente mimando un diniego che il sorriso che le si allarga sulle labbra smentisce.

-          .. Vabbè…

Martina resta a guardarlo mentre lo fa: se ci fosse un operatore a ritrarla la vedrebbe bella e un po’ pensierosa come sempre le succede sempre quando lo vede ai suoi piedi.. E quando lui le sfila il destro e avvicina il viso al piede, scuote la testa…

-          Eccolo lì…. Stregato dal mio odore…. Non sarà un po’ troppo  forte,  oggi? Ho camminato tanto, sai Cì..

Lo dice senza cattiveria. Da tempo ha superato quel sottile confine di imbarazzo che si profila quando certi piccoli segreti vengono svelati. Anche se una parte di quel muro non è mai venuto giù. Però  ha imparato che certe rivelazioni acuiscono il suo desiderio. E infatti lo scopre ancora più intento a scoprire i suoi segretissimi aromi.. e negare l’evidenza…

-          Ma no…

Lei lo deride…

-          Come no, Cì? Ma se lo avverto io da qui.. e tu sei proprio lì, Cì…

Claudio si solleva,  allunga la mano, sfiora il cinturino dei pantaloni di Martina… lei lo osserva, sorpresa..

-          Ehi.. cosa ti viene in mente…

Lui smette all’istante…

-          Togli le calze, Marti, dai..

Martina ridacchia, solleva il piede in modo che sia ad un millimetro dal suo viso, come a volerglielo mostrare bene…

-          Come sei fortunato che non ti ascolto, Cì… se fossi davvero la tua padrona ora dovrei punirti..

Claudio ha un sussulto dentro..

-          Puniscimi..

Marti ridacchia di nuovo..

-          E come? Ti faccio prima venire e poi ti rivelo che sono calzine corte quelle che porto? Che puoi facilmente toglierle?

Now I'm in hiding
I'm in hiding
I'm in hiding…

Non ride. Lo fissa invece . E Claudio  comincia a sfilarne immediatamente una… Martina scuote la testa..

-          ….poi  te le faccio togliere con le labbra, te le infilo in bocca e te le faccio succhiare, eh-eh… ?

Si sta divertendo questo pomeriggio  Martina..

-          Fallo, dai.…

Oh, I'm in hiding
I'm in hiding

- Uhm… a parte che me la stai togliendo già tu la calzina…. Ah…ora la metti in bocca? E dai, questa cosa da quanto tempo avevi in mente di farla? Ci hai pensato molte volte? Ti sei toccato, dimmelo?

Perché  è da un bel po’ che Martina non si è più lasciata andare al gioco. Ora però decide che si può…. si alza dalla poltrona e va a sedersi su di lui… i suoi glutei sodi si posano sulle gambe distese di Cì…. poi avanzano,  sfiorano il suo sesso..

-          Uuhm, ti sento…. Ma hai sempre questa voglia di me?..

Claudio, solleva per un attimo gli occhi, la guarda…

-          Siediti su di me, portami dentro e…

Lei scuote la testa..

-          Uhm, lo vedi che vuoi di più? È per questo che mi preoccupo..

Claudio non la ascolta quasi…

-          Ma no, non voglio nulla, resta così..e raccontami  pure i tuoi pensieri ora..

Martina scuote la testa,  leggera. Non riesce mai ad evitare  l’idea che mai e poi mai avrebbe potuto immaginare di poter aver un uomo in quella posizione. A sua totale disposizione. Almeno in apparenza. E poi lui, Claudio. La prima volta che l’ha incrociato l’ha subito  incuriosita. E, perché no, affascinata.

-          …Ok… eccoti nella  posizione che preferisci…..  

Ridacchia di nuovo. Poi scopre che Claudio ha spalancato la lampo... e si diverte alla scoperta…

-          Ehi…l’hai messo fuori a prendere aria?

Poi però le prende un turbamento..

-           Ehi…sicuro che  hai chiuso la porta?

-          Certo…

Martina si rilassa..

-          Uhm…Meno male, non vorrei che entrasse Ida mentre questo qui…. è così  pieno di passione per il mio odore… Ehi…ma si sente che le portavo anche ieri queste calzine? Dici di no? Lo vedi che sei un bugiardo?  a te ti fa impazzire il mio odore, questa è la verità vera..

Ci sono momenti in cui ti  si schiudono davanti orizzonti fantastici…

-          Dimmi le cose che vuoi che faccia, signora..

Martina non ride. Per lei è sempre una cosa seria quando si gingilla con il sesso di un uomo. Lo tira, lo stiracchia. Ci gioca. Ma lo fa con delicatezza…

-          Vuoi che ti dica quello che stai già facendo? Ti eccita, vero?

-          Si…

-          Però lo sai che un pò mi diverti? Vuoi per forza che  sia quel che non sono..

-          No, non è vero…

Le piace entrare in confidenza con il sesso di Claudio. In fondo lei è davvero amica di Cicì. Sa tutto di lui. E anche lei gli ha regalato molte confidenze. Non tutte, pero… Così è  da un po’ che si   ritrova tu per tu con quel pazzerellone . Ha addirittura pensato che non l’avrebbe più rivisto..

-          E’ verissimo, non puoi mentire quando ti tengo così, Cì, lui non te lo permette, mi conosce, è sincero con me, guardalo come è felice: troppo, direi…. E non va bene… ti ho detto che ho altri pensieri, no?

Claudio sospira. Sta entrando in un meraviglioso sogno. Un sogno vero…

-          Ma quali pensieri?

-          Uhm…  promettimi che questo sarà un segreto tra me e te..

-          Sono sotto di te, signora… ogni tua parola è solo tra noi..

Lei non riesce a trattenersi e ride di nuovo.

-          Vorrei proprio leggerti nel pensiero ora…..ma  non sono la tua signora…  però si, mettila pure in bocca la mia calzetta…ehi, ma la stai succhiando? Uhm……ma ha un buon sapore?

Uno spasimo..

-          Si…

Martina ha ormai assunto  il comando delle operazioni con i gesti che le sono più usuali. Con in mano   il sesso di Cì.  Per giocarci. Delicatamente. Mandarlo su e giù, badando bene a non esagerare. Seguendo il progressivo sviluppo di quella situazione. Con l’occhio compiaciuto della cuoca che vede la sua minestra venir su come meglio non si potrebbe..

-          Deve essere vero…. a giudicare dall’entusiasmo di questo qui..

Sospira…

-          Uhm….allora, volevi sapere i miei pensieri… ti parlavo di Stefania prima..

-          La Fattori?

-          Già…. Tu lo sapevi che a lei gli uomini non piacciono granché?

-          Uhm, no… so che non le piaccio io..

-          Con te è un’altra storia. Le hai fatto del male e non penso che ti perdonerà tanto facilmente.. ….per questo volevo che ti rivolgessi a lei per la storia delle gioiellerie … ma non le piacciono in generale…

-          Uhm…

In quel momento Claudio ha il naso tra le dita  piccole del piede di Martina e lei non può fare a meno di sorridere. Perché in fondo in fondo ormai questa cosa la compiace. Forse pure perché è lui e farla e non altri. Ad altri forse non l’avrebbe mai permesso. Una confidenza così profonda e inusuale.  Sente che il sesso tra le sue mani è cresciuto ancora.

-          Lo sai Cì… Stefania ha sofferto molto nella vita. Ed è una persona delicata, gentile.  E sai che mi scrive dei messaggi dolcissimi..

Claudio ascolta nella nuvola rosa di aromi,  desideri,  fantasie…. quelle gli corrono in mente senza freni…sono foglie spinte dal vento. E’ il servo di Martina. Lei lo sta obbligando a inseguire i suoi aromi. A descriverli dettagliatamente. Minaccia di punirlo se si distrae. Gli sussurra all’orecchio di masturbarsi per lei. La padrona. Tra queste nuvole si insinua un pensiero. La  Fattori.  Minuta. Sottile. Giovane.  Lo sguardo pungente ed indagatore, la lingua lunga. E un paio di  scarpine rosse da ginnastica sotto i pantaloni neri che per la verità non le ha mai visto. Con dentro calzette nere. Eppure…

-          E tu le rispondi? T’intenerisci perché  si interessa a te?

-          Uhm… si, un po’ mi intenerisce… Mi trova bella, interessante e me lo dice. Le piace parlare con me. Mi chiama. Si interessa delle mie cose. Si commuove ai miei pensieri. E quando mi abbraccia le batte forte il cuore..

Claudio avverte che c’è qualcosa in quel racconto che non funziona. Ma non ha ancora capito dove.

-          E a te batte il cuore?

-          Un poco anche a me, per la verità… e a volte mi incanto a pensare a lei…

Ecco quello che non va.  Lui ha cominciato a succhiare l’alluce di Martina. E’ lo schiavo che ubbidisce. Ma in quel momento nella sua fantasia si inserisce la Fattori.  Che lo guarda con insolenza. Proprio ora che  lui, con la sua lingua,  ha scovato una sottile traccia scura lasciata dalla calzetta.  E la rimuove. Lentamente.  Con giudizio. Il sapore che gli rimane in bocca è un pochino aspro, ma c’è  il desiderio che lo divora a rendere tutto gradevole. Anzi,  decisamente seducente.. Ma poi il pensiero va avanti. E  la Fattori scuote la testa: lo guarda con disprezzo. E guarda Martina. Insieme ridono di lui. E così diventano amare le parole che le sue orecchie ascoltano. Intorno alla Fattori. Inaspettata e sorprendente ospite. Dunque…. Martina lo ha messo nel dimenticatoio e si lascia cullare dagli abbracci della Fattori. La sua nemica. Con le scarpe da ginnastica rosse, lo sguardo fisso e irridente. Che prende la mano di Martina, la porta via da lui, lasciandolo solo con il suo orgasmo interrotto in un cortile buio e silenzioso… però adesso non è più lei. E non c’è più neppure Martina. Ecco  Corinne. Ecco  Parigi, ecco il cortile interno della Mazarinade, il ristorante all’Odeon. Corinne  abbraccia il tipo con la pipa. Lo bacia sulla bocca. Lui è alla finestra, vede tutto… e sente qualcosa che gli si rompe dentro…E allora, nonostante l’estasi,  non riesce a tacere..

                                                               Oh, I'm in hiding
                                                                 I 'm in hiding


-     Ehi….ma non è che sei impazzita, Marti? Spero che non  ti interessi una relazione con un’altra donna… O sei diventata lesbica?

Un’affermazione così “tranchant”,  decisa al limite della villania  e poi, pronunciata da lui, da Cicì, Claudio Costa, il suo capo,  la irrita un bel po’.  Del suo giudizio, della sua sensibilità, si fida. Quelle parole la feriscono.  Le ascolta seduta su di lui. Sta giusto carezzando il suo sesso  con spensieratezza, come si lusinga un cavallo al trotto veloce, senza perdere di vista le redini…. …perché la cavalcata spensierata vada avanti con giudizio, seguendo strade tranquille fino all’imboccatura del vialetto d’arrivo.. quelle parole le fanno male, ma non sono solo quelle, si mescolano con altre. Con certi ricordi di tanto tempo prima che l’hanno ferita, l’hanno fatta piangere. Lei piange spesso, anche se quelli che la conoscono solo sul lavoro non ci crederebbero…

…..Claudio ha il piede ancora nascosto dalla calzina sul naso e l’altro quasi completamente in bocca, intento a compierne  un accurato nettoyage.

- Lesbica io? E se anche fosse?  Proprio tu, il campione della tolleranza sessuale, il signor “che c’è di strano”  sostiene questo? Ma non ti vergogni?

E spinta dall’enfasi, senza stare a pensarci troppo, Martina, che un attimo prima, per punirlo,  stava per lasciar perdere tutto, cambia idea.  Senza sapere perché,  decide di stringere forte quel sesso che fino a poco prima stava conducendo con tanta allegra prudenza.  Di più. Di  strizzarlo. Un paio di volte. A Claudio quasi manca il respiro mentre lei,  guidata dall’ira scontrosa che in certi momenti la percorre,  aumenta il ritmo della corsa. Claudio sente il cuore che si mette a battere all’impazzata. E’ uno schiavo, proprio uno schiavo. La padrona Martina sta per mostrargli il volto vero della sottomissione a lei. Sta per costringerlo all’umiliazione.  Quella vera. E la tipa con le scarpine rosse ride come una matta… Martina continua a tirare la corsa. Per la verità, sentendo quel cavallo nelle sue mani tanto esuberante, un paio di volte è tentata di costringerlo in una posizione diversa. Di stringerlo tra le sue gambe. Di  sentirne la forza. Spingendolo fino all’estremo. Ma resiste alla tentazione. E continua a strapazzarlo tra le sue dita…. Senza smettere di fissare Cì.

- E poi, diciamo le cose come stanno… che ti succede?  Sei geloso adesso? E di che? Ti sei scelto il tuo posto.. laggiù… ai piedi…  anzi sotto i piedi.. preferibilmente odorosi, vero?

Martina non parla più. Lo guarda. Senza sorridere. La padrona….

….Oh diavolo, sono mirabilmente  odorosi. Ecco. La padrona che ti mortifica, ecco…oh, no….

…Pur nella foga della sua filippica, Martina non può fare a meno di notare  che dall’altra parte ci sono dei movimenti. Il naso di Claudio ora non è più così saldamente incollato tra le sue dita più piccine, ancora celate dalla calzina,  lì dove le sue fragranze sono più intense. Anzi, tutto il suo corpo sta visibilmente spostandosi… Immagina che si sia offeso, che stia cercando di recuperare, sia pur tardivamente,  una dignità…

.. e solo allora  sente che le dita della sua mano si sono bagnate… e si rende conto d’aver fatto quello poco prima aveva ritenuto impossibile. Gli ha procurato l’orgasmo prima…. … molto prima che lui abbia finito il suo lavoro. Le pulizie generali ai piedi. Ora che se ne accorge ha un attimo d’incertezza. Si rende conto che il movimento di Claudio non è frutto di un soprassalto di dignità e neppure del dispetto per aver sentito con le sue orecchie che lei gli preferisce una donna… Capisce invece che sta seguendo  l’andazzo delle occasioni precedenti e  immagina che la festa sia finita.  Martina è una donna intelligente. Dunque, registra, deve essere vero quel che lui dice. Che dopo l’orgasmo non gli piace può tanto sottostare a lei… Ma allora perché lo desidera tanto? Perché smania perché lei gli regali l’emozione di subirla. Subire la volontà di lei, di Martina Pigliapoco.  In ogni caso,  un avvenimento  che per sua natura l’avrebbe fatta solitamente ritrarre,  tornare al suo angolo a godersi il briciolo di felicità assegnato alla geisha che ha regalato un’emozione al maschietto che l’ha desiderata, segue ora una strada diversa…Perché non lo sa. Qualche tempo dopo le verrà in mente la risatina allegra e il viso tondo di un’orientale che per un attimo si sono affacciate nelle sua mente… ora invece pensa che   sia un po’ per l’irritazione, un po’ per quella specie di vivacità che  si mette in circolo quando si gioca con il sesso, che le facciano superare le indecisioni. E sbandierargli davanti il piedino…

- Ehi Cì, ma che stai facendo? Dove vai? Non è questo il tuo sogno? Non è  la  situazione che hai sempre desiderato? Perché se non lo è sono fatti tuoi…ora te ne stai qui, buono- buono e vai avanti con quel stai facendo…

Claudio si ferma: l’orgasmo sta svanendo. Ha davanti agli occhi, ad un millimetro dalla bocca,  il piede che Martina gli sbandiera. Dall’altro si è appena allontanato . Uhm… Che i piedi di Martina non abbiano niente di particolare lo sa benissimo. Però   adesso ha modo di osservarli da molto, molto vicino  senza le distrazioni che mettono in circolo gli ormoni impazziti . Non che siano brutti, questo no, ma non sono certo quelli di  Biancaneve. Martina, è alta e ben fatta, calza un bel trentanove e mezzo.  Ma non partecipa a sfilate per i concorsi da miss .. e a proposito… i suoi piedi, visto che è da un po’ che non viene a trovarla la pedicurista,  non sono manco al massimo dello splendore... Di questo lei ormai non si preoccupa più,  sapendo che, anzi,  la passione di Claudio per le sue estremità si accresce e non si smonta dinanzi a queste piccole avversità , anzi.  Però ora, quelli che ha davanti al viso non sono piedi da mostrare allo spasimante… piuttosto da esibire al sottomesso, perché capisca quali umiliazioni gli riservi la sua amata signora. Quelle però che lui ha sempre affermato di desiderare. Dunque…. ora, Martina,  con una cattiveria che di solito è estranea dalla sua dimensione erotica, risistema, lei questa volta, il nasino di Claudio, saldamente all’interno delle sue dita minuscole ancora protette dalla calzina..

-          Uhm… Guarda un po’ com’è strana la vita… nonostante tu mi abbia fatto arrabbiare  io, la tua signora,  ti ho reso felice: vedi? ora  si esaudisce il tuo desiderio di subirmi completamente…

Sorride Martina. Il malumore le è quasi passato anche perché si è  lasciato andare ad un gioco non suo, ma che in questo momento la diverte…

-           … il tuo orgasmo è finito nelle mie manine  e ora hai ancora  da fare le pulizie ai piedini, olè…proprio come fossi il mio schiavo, è così che dici tu, vero?…proprio quello che volevi provare. E adesso vediamo come le fai… Ah… Uhm…. un bel respiro dentro le dita, please.. poi sfilami quella calza e fammi vedere come la metti in bocca…

Le viene da ridere a pensare che in fondo non e’ poi così terribile giocare da padrona con un uomo. Martina con la schiena poggiata alla poltrona,  si piazza più saldamente su di lui, sedendosi proprio sul suo sesso rientrato ormai nei ranghi..

-          Torniamo a noi. Allora… ti dico che mi colpiscono le attenzioni di Stefania, il fatto che mi abbia confessato di essere attratta da me… E tu mi dai della lesbica? Non pensi che ci possano essere varie gradazioni del desiderio e io possa sentirmi tentata dal suo desiderio? Che una donna mi trovi donna e desiderabile? Come tu trovi desiderabile fare pulizia con la lingua dentro le dita dei miei piedi? Dammi quella calzetta, te la infilo io in bocca questa volta… voglio farti felice..

E lo fa. Non è nelle migliori condizioni per rispondere, Claudio. Anche perché a distrarlo c’è proprio la principali fonti del suo desiderio. Le fragranze di Martina. Che, come lei sa benissimo, non sono per niente tenui. Anzi. Si potrebbe tranquillamente definirle decisamente intense. Suo marito, ogni tanto cercando di mantenere un tono scherzoso, quando lei se ne dimentica, non manca di ricordarglielo.

-          Abbiamo fatto la lavanda dei piedini, Martinella? O aspettiamo il giovedì santo?

Martinella. Lui la chiama così nei momenti di affetto, come la chiamava la nonna. Non che lei non ci tenga alla sue igiene. Ci mancherebbe altro. Ma, in certe circostanze, come dopo una lunga passeggiata, non c’è niente di strano se, in alcuni segretissimi anfratti, gli aromi divengano  parecchio acuti…

***

Le fragranze  segrete di Martina, Claudio, le scopre in una mattinata tarda di fine giugno, quando da poco lui ha avuto l’incarico di responsabile dell’ufficio. Un periodo d’inferno. I casini si sono aperti quasi all’istante con la scoperta di autorizzazioni al pagamento di cifre non regolari. Con in calce invece della firma del responsabile (suo predecessore) una semplice sigla di identificazione. Ed il visto di quelli dall’ufficio investigazione. I ficcanasi.  Che lui sostiene di non aver mai apposto. Mentre l’indagine è in corso, per colmo di sfortuna, il suo predecessore muore e tutto diventa più difficile.

Nella confusione che si scatena, la Fattori, una delle investigatrici, (le ficcanaso) deve subire l’onta di un’inchiesta, visto che una delle sigle apposte sotto le autorizzazione ce l’ha messa lei.  Ed è proprio lui, Claudio a inoltrare la richiesta. Dalla quale, dopo qualche tribolazione, l’accusata risulta completamente innocente.

Quella mattina Claudio e Martina hanno finalmente messo la parola fine a quell’inferno. Le questioni sono state chiarite e anche la Fattori è riuscita ad uscire pulite dall’affare. Ma loro due, hanno dovuto scavallare per le aule del tribunale e per una serie di uffici del centro. Ora, dopo un giro nel dedalo di vicoli dietro piazza d’armi, sono in un bar a sorseggiare un aperitivo.. Martina gli lancia un’occhiataccia sedendosi di fronte a lui al tavolo del bar..

-          Potevi almeno dirmelo che avremmo dovuto fare a piedi tutto il cammino..

-          Non lo sapevo, altrimenti te l’avrei detto. Ma perché mai? Mi sembri fresca come un’adolescente..

-          Uhm… ho i piedi bollenti con questi zatteroni..

-          Oh..

Lui non ha detto nulla. Manco una dei soliti scherzi con cui prova ad ammansirla quando la vede di malumore. Anzi, le pare confuso. Forse è davvero dispiaciuto. Martina pensa di aver esagerato, in fondo per Claudio quello non è un periodo facile, è sotto pressione per via dell’inchiesta e così.. così quando sono in un ufficio gli sorride e gli sfiora i capelli con una carezza, prima di lasciarci cadere nella poltrona, in ufficio. Sono solissimi, è tardi ormai..

-          Dai, non è poi così grave..  dovrò solo immergerli nell’acqua appena sfilate gli zatteroni, sennò rischio di uccidere gli insetti che respirano l’aria intorno a me..

Claudio ha preso un respiro, come quando è incerto se parlare o meno.. Poi lo fa..

-          Lo sai che i piedi delle donne mi affascinano molto?

Martina lo squadra..

-          Si, sei un perverso, lo so…mi pare che una volta me lo avevi detto… vuoi forse sniffare i miei adesso così ti passa la voglia per sempre?

Lui arrossisce. Visibilmente. Poi però…

-          Non avresti mai il coraggio di farteli odorare..

Martina sembra incerta a sua volta. Poi prevale la voglia di scherzare con lui.

-          Tu pensi? Inginocchiati qui e scioglimi gli zatteroni. Te li piazzo sulle labbra e ti spengo tutte le voglie..

Scoppia a ridere Martina, non immagina che un attimo dopo Claudio si inginocchi e faccia proprio quello che lei ha detto.  Le sfila la scarpa e senza aspettare che sia lei a farlo solleva il suo piede e lo avvicina alle labbra. Ne respira con desiderio la fragranza.. L’odore di Martina che si cela negli anfratti riposti e quando si svela penetra con una violenza quasi insultante fino alla radice del suo cervello. Come a voler punire chi ha osato scoprirlo. Nei pensieri di Claudio si insinua il desiderio di essere lì ad adorarla. Come un prigioniero. E che quell’odore che ormai ha invaso ogni anfratto della sua testa sia la sua mortificazione. Il pegno al desiderio. L’eccitazione lo prende. Forte come la morte, avrebbe scritto qualcun altro. Uno scrittore, per esempio. Lui, per esempio, se invece di frequentare legge avesse fatto altro…

-          Ehi, ma che fai..

Mentre lei lo dice, Claudio ha infilato la lingua tra le sue dita. Le sta tergendo con accuratezza. Martina passa rapidamente dalla sorpresa ad un lieve disagio. In fondo  quella è un’ improvvisa invasione nei suoi segreti. E, in ogni caso, lei è una donna sposata. Una madre.  Ma, e questo è uno degli aspetti del suo carattere, quella devozione mostrata verso una parte del suo corpo che per tutta la vita era stato non solo ignorata, ma addirittura emarginato, quasi la commuove. Martina è facile alla commozione. Tosta nel lavoro, quanto fragile nelle emozioni. Al cinema piange spesso. Piange ai compleanni di suo marti, che pur tradisce senza battere ciglio. Piange al diploma di sua figlia. Piange se qualche paura sottile le si insinua dentro. Le malattie. Sue e dei suoi cari. E allora, quando Claudio le sfila l’altra scarpa e il piede fino ad un attimo primo oggetto di  primaria attenzione passa in secondo piano, lei glielo posa quasi distrattamente sul sesso. Lo sente. E non si tira certo indietro. Apre la chiusura dei pantaloni del suo capo e per la prima volta nella sua vita conduce in quel modo Cì all’orgasmo. Alla fine si scambiano un bacio. Lungo, intenso. Appassionato.

Molte volte Martina nel corso del tempo che seguirà si troverà a chiedersi come mai, tra lei e Claudio non ci sia stata una vera e propria relazione…. In quel preciso momento, ora, il tredici novembre lo sa. E’ stato lui a scegliere. Un altro posto. Un luogo diverso. Ai piedi. Sotto i suoi piedi..

Letto 5772 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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