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Sabato, 08 Novembre 2003 15:00

Ansia e sangue (Il graffio)

Scritto da  Nadine
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Amo i morsi che mi sono inflitta stanotte. Non voglio lavarmi, stamane, ti voglio sentire ancora addosso e dentro. Voglio ricordare il mio affanno... Nessuno potrà togliermi il mio vuoto riempito da te, nulla potrà portarsi via il mio graffio, nemmeno il nostro addio...
Il mio dito nella bocca: lo succhio. Mi rilassa, mi fa rannicchiare come una bambina. La mia testa si china verso destra, gli occhi si chiudono, piano piano. Lacrime ingoiate, dentro… E un nome che si ripete, il Tuo… Fa paura, mi fa tanta paura…
No!
No!
No!
Non mi controllo: penso al volo dell’albatros. Il suo battito di ali, ritmico, elegante. I miei pensieri volano insieme a lui sbattendo confusi nelle pareti della mia mente…

***

Non ce la faccio. Questo distacco mi fa troppo male… Mi sbatte contro una parete. E ti rinnego. Desiderandoti. E’ tutto così confuso, in me… Tutto così nuovo, potente...

Aiutami, aiutami, aiutami…
Vattene via, ti prego…
Oh no, rimani, per favore, rimani!

Ti cerco e ti scaccio nei miei polsi, mordo morbosamente la mia carne fino a sentire il soffio quasi impercettibile della penetrazione e il sapore si diffonde, piano... come hai fatto con me tu, mio Sangue…Passo la lingua sulle labbra e ti assaporo, aspro e dolce, delicato. Mi mordo ancora, e...

... ti ritrovo tra le labbra, Dolore, Ansia, Sangue:
TU.

Mi appoggio al muro, sfinita ed il cuore è impazzito. Per tenermi in contatto e non sprofondare nel Buio mi mordo le labbra, mi appiglio ad esse, furiosamente e piango…
- Buonanotte...

...per tutte le notti che verranno…

Il volo dell’albatros impazzisce dentro le mie viscere, mi assale senza pietà. Non te ne andare, non te ne andare. Urla così il mio albatros e urlo insieme a lui…

***

Sei ubriaco, in piena estasi artistica, col tuo seme della follia vivo, scalpitante e io ti sento così vicino a me. Potrei toccarti, potrei sentirti e ti sento, ti sento dentro… profondamente dentro.

***

- Mi tremano le mani, non posso più dipingere...
- Fotti quel cazzo di quadro e fa di Lui una cosa unica...

***

Vorrei guardarti, vorrei odorarti e adorarti in quei momenti di follia pura, tu che metti in bocca il pennello per renderlo più morbido, la tua saliva che scende. I colori, impazziti, che prendono forma... Troppo forte il desiderio di te, troppo violento, troppo carnale, è un desiderio che mi brucia le viscere, me le contorce e si distende a suo piacimento. Ti odio, ti odioooo. Lo urlo a tutta me stessa. Io ti odio veramente. Sì, io ti odio. Questo odio caldo, dai mille colori, dai mille sospiri, sussurri che volano... ... questo odio feroce che mi segna la pelle con graffi ovunque: il viso, le cosce, le braccia. Morsi e graffi per placare il mio odio per te.

***

- Dio mio sono tutta un graffio, anche il viso.
...Il nostro odio è così eccitante, mi esalta la mente e mi eccita il corpo...
E’ la tua voce, la sento...
Il graffio, ora è indelebile… Mi scava dentro e so che scava anche te. Precipito, ecco adesso lo sento. Il tuo graffio, mi divora. Ho sete.
- Bevi... Ingoio sabbia.
Ti farei bere dalle mie mani piene di colori...

Mi adagerei nel tuo blue...
Affonderei nel tuo nero…
Mi inarcherei al tuo rosso…
Nel viola strappami il cuore…
Nel bianco penetrami…
Nel giallo toccami…
Riempimi di sfumature…
Modellami dentro i tuoi colori…
Accarezzami…
Mordimi…
Stringimi…
Odiami…
Odiami…
Odiami…

Io so perché ti odio così tanto, ora lo so, adesso mi è tutto chiaro. Tutto chiaro… Sì. Il graffio continua. E’ nel petto adesso. E’ una lama che apre, gira, riapre, rigira. Mi fa ansimare, mi eccita… La mia mano ti cerca dentro di me, dentro. Sprofonda dentro: - ti desidero-
Ti voglio a gambe divaricate per me-
- Ecco…
- Di più…

- Ecco… di più…
Guardi il tuo dipinto, la tua follia ti eccita, il mio pensiero ti cerca. Sei mio! Tua! Profondamente Tua! Li vedo i tuoi occhi semi chiusi verso il dipinto e il pensiero a me, con le cosce divaricate per accoglierti dentro, profondamente dentro…

***

- Oh, sentirti, adesso...
- Oh quanto lo vorrei anche io, ma non posso, non posso… Non posso-

***

No, non posso. Sentirti sarebbe graffiarmi il cuore. Ora sto male, tanto male. Piango per Te. Mai conosciute queste lacrime: hanno un sapore nuovo, per me. Non le posso scacciare, le vivo, mi rinfrescano il graffio… Lo tengono vivo. Mi sento viva. Per la prima volta ho sentito la vita come una cascata. Mi ha inondata ovunque.
Ti leccherei... La tua lingua che viaggia tra mille tappe. Tra i polsi, i graffi, il piacere, mi lecca roteandomi l’anima. Ogni contatto con la tua lingua e un sussulto, una scarica di vita portentosa, indescrivibile… Tua, mi stai prendendo...
Pensandoti inginocchiata mentre sono dentro di te...
Sto volando tra il dolore della perdita e la gioia amara di una conquista che perderò l’attimo dopo…Ti perderò, mi perderai. E’ un addio. Questo è il nostro addio.
...ci siamo posseduti! Scrivi di noi…L’eternità attraverso l’arte. Ti ho amata e odiata.
- Scriverò di questo strano odio che ci ha fatti possedere e piangerò… piangerò...
- Guai non averti incontrata.-
- Sono stata il tuo graffio… Non ti dimenticare di esso.

Impossibile, sei ansia e sangue...

- Mi sento disperata, dolorante, mi brucia la pelle ma mi sento PIENA-
- Nadine… un bacio lungo una vita –
Eccolo: l’addio…
Necessario e crudele.
Doloroso ma necessario. Mi mancherai, mi mancherai. Terrò stretta quello spazio di vuoto che hai riempito con i tuoi pensieri, la tua follia, la tua rabbia che tanto ho amato… Amato…E’ per questo che ti odio così tanto? E’ per questo che non sono voluta venire lì, da te? Già… Il mio cuore di pietra si stava sgretolando, si sarebbe aperto troppo a Te e io, io non sono pronta ad amare ma se un giorno, lo sarò, spero di amare il tuo seme della follia… Vorrò sentirmelo dentro, pieno di fuoco e di rabbia, pieno di dolcezza e di tepore…

***

Il mio risveglio è un pazzo risveglio. Ho la faccia sbattuta, sono piena di graffi, ho le labbra gonfie, i miei polsi mi dolgono troppo. Non riesco nemmeno a sfiorarli senza arricciare il naso e chiudere gli occhi. Mi ricordano te. Li amo questi graffi. Amo i morsi che mi sono inflitta stanotte. Non voglio lavarmi, stamane, ti voglio sentire ancora addosso e dentro. Voglio ricordare il mio affanno... Nessuno potrà togliermi il mio vuoto riempito da te, nulla potrà portarsi via il mio graffio, nemmeno il nostro addio. Lo custodirò come una perla bianca, l’innaffierò come un’orchidea, lo cullerò come un bambino, lo odierò nella limpidezza di un mare blue, lo amerò nell’inferno delle mie fiamme. Stamane so perché ti ho detto addio, so perché Ci siamo detti addio... Perché…
Ti avrei amato...
Letto 2449 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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