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Domenica, 02 Novembre 2003 00:01

Il bacio della pantera

Scritto da  mayfair
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Un genere e un film che amo molto. Quale donna non ha in se una pantera? Nell'horror la sessualità è un elemento essenziale, scatenante e rivelatore del conturbante. L'attrazione e la repulsione verso gli esseri orrorifici nati dalla nostra mente, e spesso magicamente ricreati dal cinema, è la stessa attrazione e repulsione che abbiamo per i meandri più celati e oscuri di noi stessi...
Anno: 1942
Titolo Originale: Cat People
Genere: Fantasy Horror
Regia: Jacques Tourneur
Attori: Simone Simon/Irene Dubrovna, Kent Smith/Oliver Reed, Tom Convay/Dr. Judd, Jane Randolph/Alice Moore
Sceneggiatura: Dewitt Bodeen
Fotografia: Nicholas Musuraca
Musiche: Roy Webb

Oliver, giovane ingegnere, incontra allo zoo Irene, giovane disegnatrice di moda d'origine slava: i due simpatizzano ed Irene, lasciato cadere il foglio sul quale nervosamente cerca di ritrarre una pantera, lo invita a casa sua. La donna vive in un appartamento vicino allo zoo dal quale si odono, inquietanti, i lamenti delle bestie feroci, ma che sembrano essere invece rassicuranti per Irene. La donna rivela subito ad Oliver di non essere normale. Il film, da buon horror dei primi tempi qual è, insinua continuamente il sospetto nello spettatore, allude, senza mai effettivamente affermare nulla, lasciando il perenne dubbio se Irene sia veramente discendente di una stirpe di mutanti, come racconta ad Oliver, o se abbia gravi problemi psicologici che non le fanno vivere serenamente la sua vita sessuale. Già, è infatti la sessualità che scatena in Irene la mutazione, che fa emergere in lei un istinto profondo, bestiale e terribile. Ma se il dubbio permane al livello narrativo fino alla fine, dal punto di vista iconografico le immagini disegnano della protagonista un ritratto inquietante, ma inesorabilmente attraente: la donna che un bacio può trasformare in pantera. "Come la nebbia continua a nascondersi nelle valli, così fanno gli antichi peccati rimanendo radicati nei posti più segreti, le depressioni della coscienza del mondo": questa la scritta sull'immagine della statuetta di Re Giovanni, colui che sconfisse i mutanti in Serbia, che Irene conserva nella sua "tana" a ricordo del suo passato, quasi a monito per la sua condotta o speranza di redenzione.

La statuetta di Re Giovanni che infilza un felino con la sua spada, mentre Irene racconta la sua storia ad Oliver è quasi sempre in campo, spesso associata all'uomo, o separante nell'inquadratura i due protagonisti. Oliver non si fa impressionare dai racconti di Irene, né dai segni rivelatori che continuano a perseguitarla e a rammentarle chi è. Chiede di sposarla sicuro della cura del tempo e dell'amore. Irene, pur conscia del suo destino, innamorata, accetta. Ma la fissazione di Irene non sembra svanire, mentre cresce il richiamo dell'istinto che la domina. Alice, una collega di Oliver che lo ama in segreto, gli consiglia di far visitare la moglie da un celebre psichiatra, il dottor Judd. Quando Irene apprende che Oliver inizia a passare sempre più tempo con la sua collega e che le ha raccontato dei suoi problemi, gelosa, inizia a perseguitare Alice, dandole la sensazione di essere inseguita da una belva. Straordinarie e indimenticabile per me le scene dell'inseguimento, dove il solo tacchettio ansioso dei tacchi delle due donne sul marciapiede nella notte ci immerge in una caccia spietata, sembra quasi che quei tacchi siano artigli sotto il peso di felini e che le due donne, rivali, siano in realtà della stessa razza. Il dottor Judd, forte della sua scienza, vuole dimostrare ad Irene che le sue sono solo fantasie. Si cela nel suo appartamento, e quando giunge, la bacia sulla bocca. La donna si trasforma in una belva e uccide il medico. Più tardi, nei viali dello zoo viene ritrovata una pantera morta, trafitta da un pugnale.
Letto 2802 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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