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Venerdì, 12 Novembre 2010 23:00

Passioni segrete In evidenza

Scritto da  DanzaSulMioPetto
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Per servirla avevo imparato a cucinare e a svolgere tutte le normali faccende di casa, e per poter stare ai suoi piedi avevo imparato anche a fare il pedicure.
Era come una droga per me, non potevo resistere neanche un giorno senza poter sentire il dolce sapore dei suoi piedi, e vivevo col solo scopo di poterla servire e adorare, desiderando null'altro che questo..

Forse era strano, magari immorale e perverso, ma per me era più che naturale trovarmi lì, era stato così praticamente da sempre per me, e non mi sarei potuto immaginare in un posto e in una posizione diversa da quella.
L'adoravo, e non potevo farci nulla, fin da piccolo avevo passato i miei pomeriggi da lei.
Non so, forse era per la poca differenza di età, o forse per la sua bellezza che già da allora mi incantò. Qualunque fosse il motivo, non aveva importanza, l'unica cosa che contava per me, era il mio immenso amore per lei, che andava ben oltre il comune affetto che prova di solito un nipote per sua zia.
Provare un simile amore per la propria zia e desiderare di sposarla, non è così fuori dal comune durante l'infanzia, è un sentimento che provano un pò tutti, ma che poi si affievolisce fino a spegnersi col passare degli anni. Ma non fu così per me, quel sentimento insano crebbe giorno dopo giorno, diventando sempre più forte.
D'altra parte anche lei provava una forte passione per me, non l'aveva mai confessata, ma tacitamente la dimostrava continuando a tenermi con sè e lasciando che io l'adorassi.
Era come se avessimo creato un nostro mondo segreto di cui non parlavamo neanche a noi stessi.
Tutto era cominciato uno di quei tanti pomeriggi della mia infanzia, quando per caso scoprii la bellezza del suo piede che lei dondolava sotto il tavolo.
Avevo circa dieci anni allora e lei quasi venti, e baciando il suo piede mi si aprì davanti un misterioso mondo a cui non potei resistere.
Il suo sapore e quel tepore che sentivo sul mio viso e sulle labbra mentre le facevo le fusa, suscitò in me intense e sconosciute emozioni di cui sentii di non poter fare più a meno. Era così che volevo stare per sempre, lì ai suoi piedi per adorarla, perdendomi in quello strano e piacevole sapore e nel suo delicato profumo che infiammava i miei sensi ancora acerbi.
Da quel giorno, divenni sempre più suo, e iniziò un rapporto di schiavitù che maturò nel tempo e di cui entrambi divenimmo consapevoli, pur non parlandone apertamente neanche tra di noi.

Io ero il suo cucciolo, così mi chiamava, e dondolava maliziosamente il piede aspettando che io la raggiungessi prostrandomi a baciarlo.
Avevo diciotto anni ormai, ed ero praticamente cresciuto con lei, servendola e dedicandomi alla cura dei suoi piedi.
Mi comportavo come un amorevole servo, di mia iniziativa avevo cominciato a svolgere anche le faccende di casa ed ero sempre pronto a servirla per qualsiasi cosa di cui lei avesse bisogno.
Provavo una strana gioia ogni volta che facevo qualcosa per lei, e per questo riuscivo facilmente a conciliare gli impegni scolastici con quelli, per me più piacevoli, di servo.
Inizialmente lei fece un pò di resistenza, ma poi non potè fare a meno di abbandonarsi all'insistente e inarrestabile devozione con cui quasi la supplicavo di lasciarsi servire, e ben presto sentì anche lei troppo bisogno di quelle mie attenzioni per riuscire ad opporsi.
Quando intorno alle sei di sera tornava a casa dal lavoro, trovava la casa pulita ed io l'accoglievo togliendole le scarpe e portandole le pantofole.
Adoravo il suo dolce sorriso, quando mi porgeva i piedi lasciandosi sfilare le scarpe e mettere le pantofole, anche se poi in realtà non le calzava a lungo, perchè dopo aver posato le sue scarpe tornavo da lei e le sfilavo le pantofole appena messe per massaggiarle i piedi stanchi.
Mi accoccolavo si suoi piedi facendoglieli poggiare sul mio petto, e dopo averli massaggiati per qualche minuto, iniziavo a baciarli e a farle le fusa come un gatto, abbandonandomi spesso anche a leggere leccatine sulle dita.
Per servirla avevo imparato a cucinare e a svolgere tutte le normali faccende di casa, e per poter stare ai suoi piedi avevo imparato anche a fare il pedicure.
Era come una droga per me, non potevo resistere neanche un giorno senza poter sentire il dolce sapore dei suoi piedi, e vivevo col solo scopo di poterla servire e adorare, desiderando null'altro che questo, e diventando quasi come un affettuoso cagnolino sempre pronto ad accucciarsi ai suoi piedi.

Fui molto sorpreso quel giorno nel vederla tornare a casa con una collega di lavoro, nessuno era mai entrato nel nostro mondo, e ci rimasi male non potendo servirla come sempre accoccolandomi ai suoi piedi.
-Questo è il tuo bel nipotino allora? Io sono Laura, tua zia mi ha parlato molto di te.-
La presenza di quella donna che stava invadendo il nostro spazio mi mise a disagio e non seppi come comportarmi.
-Cucciolo, perchè non ci prepari un bel caffè... così fai vedere a Laura quanto sei bravo.- disse mia zia dopo che si furono accomodate sul divano.
Guardai con rammarico i suoi piedi che quel giorno non avrei potuto baciare, ed eseguii il suo ordine servendo il caffè a lei e alla sua invadente amica.
-Ma che bravo, sei proprio da sposare... sono pochi gli uomini carini e servizievoli com te.- disse Laura prendendo il caffè.
-Tua zia mi ha detto che sei proprio un ragazzo d'oro e che l'aiuti spesso anche in casa... è davvero fortunata ad avere un nipote così premuroso.-
-Si, è proprio un tesoro il mio cucciolo... come vedi però è anche piuttosto timido.-
-Si, l'ho notato... e questo lo rende ancora più dolce.-
Me ne stavo in silenzio, sprofondando nella poltrona, mentre loro continuavano a parlare di me e di quanto fossi adorabilmente servizievole e dolce.
-Cucciolo, non mi vai a prendere le pantofole oggi?-
A queste parole trasalii, senza sapere neanch'io bene il perchè, non credevo di poter fare queste cose davanti alla sua amica. Malgrado la sorpresa ero comunque felice di poterle portare le pantofole, e corsi a prenderle quasi dimenticandomi della presenza inopportuna di Laura.
Provavo sempre un'intensa emozione quando mi inginocchiavo davanti a lei togliendole le scarpe, anche se questa volta dovetti faticare un pò per liberarmi dell'imbarazzo di doverlo fare davanti a una spettatrice.
-Che bravo, ti aiuta anche a togliere le scarpe e a mettere le pantofole...-
-Fa anche dei meravigliosi massaggi.-
-Anche i massaggi ai piedi? Come ti invidio... ne avrei proprio un gran bisogno ora.-
Mentre parlava mia zia mi accarezzò più volte il viso, finchè non ricevette la risposta delle mie labbra che si schiusero sulle sue dita.
-Fai vedere anche a Laura quanto sei bravo.- sussurrò dolcemente, continuando ad accarezzarmi il viso.
Prima che potessi risponderle, sentii il tonfo delle scarpe di Laura sul pavimento e i suoi piedi si adagiarono sul mio petto, contendendo il posto a quelli della mia Padrona.
-Che bello, è così difficile trovare un uomo che faccia dei bei massaggi ai piedi.-
Mi ritrovai con i piedi di entrambe abbandonati mollemente sul mio corpo e mentre parlavano iniziai a massaggiare i piedi di Laura.
Non avevo mai massaggiato i piedi di un'altra donna e massaggiando i suoi mi accorsi per la prima volta che non erano solo i piedi di mia zia a piacermi, ma in generale i piedi femminili.
-Mmm... è anche molto bravo.- disse cominciando ad accarezzarmi il viso con l'altro piede.
Sentendo il suo piede scivolare sulle mie labbra, istintivamente lo baciai, sentendo le sue dita fremere di piacere e posarsi ancora sulla mia bocca per ricevere altri baci.
-Se continua a coccolarli così, mi sa proprio che me lo porto a casa.- disse trattenendo a fatica i flebili gemiti di piacere che le provocava strusciare la pianta del piede sul mio viso.
Cominciavo a sentirmi rapito da quel movimento e dal piacere di sentire anche le carezze dei piedi di mia zia, che di tanto in tanto li strofinava sul mio petto.
I miei baci sulla pianta del piede di Laura, che continuava insistentemente ad andare sue giù sul mio viso, divennero sempre più fitti, e mi ritrovai a succhiarle le dita, che lei fece scivolare tra i baci nella mia bocca.
In tutto il tempo che avevo passato ad adorare i piedi di mia zia, non mi era mai capitato di succhiarle le dita e mi voltai verso lei preoccupandomi che potesse esserci rimasta male nel vedermi succhiare le dita della sua amica, ma con mia sorpresa notai che mi stava osservando amorevolmente, quasi come se fosse contenta che io stessi adorando a quel modo i piedi di un'altra donna.
-Come sai il mese prossimo dovrò trasferirmi alla sede principale della nostra ditta... e sarei felice se tu ti prendessi cura del mio adorato cucciolo.-
Rimasi pietrificato da questa notizia. Laura continuava a giocare con le sue dita nella mia bocca solleticandomi il palato, ma io non riuscivo più a muovermi e a rispondere con la lingua ai suoi movimenti.
-Certo, me lo porterei via con me anche adesso... è davvero adorabile.-
-Bene, ma ora forse è meglio se mi lasci un pò sola con lui.- aggiunse mia zia vedendomi così sconvolto.
Non aveva tenuto conto di quanto dolore mi avrebbe causato quella notizia, e forse aveva preferito comunicarmela così nella speranza che io soffrissi meno sapendo che c'era un'altra donna, molto bella, che si sarebbe presa cura di me.
Una volta rimasti soli nessuno dei due ebbe la forza di parlare.
Lei sedette sul divano, e io non potei far altro che prostrarmi ad abbracciare i suoi piedi, bagnandoli con le mie lacrime mentre lei mi accarezzava la testa cercando di consolarmi.
Letto 6397 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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