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Domenica, 24 Aprile 2005 08:28

Trent'anni

Scritto da  Stilton
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Un capitolo a parte lo merita mia cugina Roberta. Per un paio di estati di fuoco mi trasferii per le vacanze a casa degli zii a Cattolica, lei era già un'adulta, ma con un carattere capriccioso, autoritario, insolente, adorabile insomma .
Il primo giorno sedevo sul letto che mi aveva preparato vicino al suo, lei si sdraiò e se ne uscì: "quì sei il mio schiavo" allungò la gamba magra e abbronzata verso di me, avevo il piede sotto agli occhi quando ordinò: "lecca il piede, schiavo!"

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C’è qualcosa da raccontare nei miei primi, confusi, felicemente ovattati dieci anni di esistenza.
Come molti di voi ricordo che le prime avvisaglie di questa passione che ci contraddistingue, hanno radici lontane, almeno quelle coscienti.
Il mio primo ricordo risale all'asilo: ero un mucchietto d'ossa e pelle, ma ho davanti agli occhi come fosse oggi, una bimba della mia età, Caterina si chiamava, che a differenza degli altri "maschiacci", sempre pronte a dar battaglia a noi maschietti in erba, se ne stava per conto suo, o al massimo attraversava eterea il giardino facendo svolazzare la gonna a pieghe.
Ecco, è una cosa di nullo conto adesso, però io ricordo di essermi fermato come incantato, rimediandoci anche una pallonata improvvisa in testa, a guardarle le caviglie sottili e le calzette rosa trasparenti... avrò avuto sì e no 4 anni.
E ricordo le mie zie, che durante le feste quando si ballava in casa, si toglievano le scarpe, e magari con quei piedi magri e sudati ci stuzzicavano i capelli, o sulla pancia, a noi cuccioli sempre in terra a giocare. Ricordo che con l'unica Barbie ereditata in casa mia, giocavamo spesso alla "padrona e il gigante", e che mi turbavo senza sapere il perchè.
Poi venne la scuola, le ragazzine, sempre più nemiche da combattere (in realtà primeggiavano spesso nelle lotte a ricreazione), venne carnevale e il maestro ci fece sceneggiare la favola di Cenerentola, e indovinate un po' chi fu scelto per la parte del principe che doveva provare le scarpe a tutte le aspiranti principesse... :) Una di quelle principesse sul finire delle elementari me la sognai, era Lara una ragazzina rossa di capelli, molto cresciuta e sveglia per i nostri standard di allora, era un gigante, le arrivavo a malapena alle scarpe da ginnastica bianche e lei, spietata, mi ordinava di leccarle.
Mentre il mio primo sogno fetish, di qualche tempo prima, già preannunciava l'inquinamento mediatico: la bruna delle Charlie's Angels (attenzione non Farah Fawcett, ma quella un po' più anonima), che mi faceva piedino.
Un pomeriggio stavo sul letto a guardare la tv, d'improvviso mi partirono le mani e mi risvegliai in un'altra dimensione. Ridevo beato e rosso in viso.
Da allora ricordo bene le esperienze "piedose", che amavo richiamare alla mente in quei momenti a luce spenta che ogni ragazzo (e ragazza), conosce bene.

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In terza media successe qualcosa di inimmaginabile: di colpo tutte le ragazze della mia classe diventarono bellissime, delle vere dee per noi brufolosi maschietti dalla voce incerta.
Loro lo sapevano, e godevano nel tenerci sempre sulle spine, estorcendoci favori con finte promesse e adorabili ammiccamenti, per poi correre dai rispettivi fidanzati delle superiori...ahhh
Si andava in piscina, ed era una tortura, Paola era minuta e scura di carnagione, una vera mistress in erba che mi ancorava a sè coi suoi piedini, ricordo una volta che mi chiamò mentre si appoggiava al bordo della vasca, teneva i piedi a filo d'acqua e pronunciò, con un'infinita eco dentro di me, queste parole: "tu, adesso vieni qui, tira su le mani e reggimi i piedi, fermo!"... beh io lo feci.
Poi presi una mezza cotta per una sua amica, Claudia, anche lei giocava un po' a sottomettermi: in gita usava le mie ginocchia al posto dei sedili per stendere le gambe, e incitata da un mio compagno (che non mi stupirei di ritrovare su queste pagine), praticò a entrambi il primo calpestamento della vita, in piedi su di noi sdraiati sull'erba, le sue all-star sul mio petto, a un centimetro dal mio naso!
Ma la palma delle compagne piedose spetta a Luisa, ripetente, magra, non proprio una modella, ma dalle vedute vieppiù larghe, che una volta durante la ricreazione, arrivò a stuzzicarmi coi suoi sandali estivi, proprio lì, e rideva del mio imbarazzo, aveva già capito tutto santa ragazza.
Un capitolo a parte lo merita mia cugina Roberta. Per un paio di estati di fuoco mi trasferii per le vacanze a casa degli zii a Cattolica, lei era già un'adulta, ma con un carattere capriccioso, autoritario, insolente, adorabile insomma .
Il primo giorno sedevo sul letto che mi aveva preparato vicino al suo, lei si sdraiò e se ne uscì: "quì sei il mio schiavo" allungò la gamba magra e abbronzata verso di me, avevo il piede sotto agli occhi quando ordinò: "lecca il piede, schiavo!"
Resuscitai a stento dal colpo perchè la vacanza fu tutta in quell'affermazione, era scalza in ogni momento della giornata, mi trattava come un servo, sia che stessimo da soli sia con le sue amiche, e spesso mi ordinava di annusarle i piedi per sentire se era il caso di lavarli. Per completezza di informazione posso dirvi che erano proprio dei bei piedi: nervosi, ma morbidi, abbronzati, smaltati, sempre con le suole annerite per via delle sue camminate scalza
Ciliegina sulla torta poi una sua amica davvero attraente, che in spiaggia prese a trattarmi a sua volta come suo personale servetto: mi chiamava per assicurarsi che i suoi piedi prendessero il sole mentre era sdraiata a pancia in giù, o per metterle l'olio abbronzante sulle gambe sotto l'occhio di Roberta, visibilmente gelosa.
Alle superiori fu un exploit, ringrazio ancora il destino che mi mise di banco vicino a Cristina, perchè ogni mattina lustravo beato gli occhi sulle sue splendide gambe e sui suoi piedi: i più belli che ho mai toccato fino ad ora, quella volta in tenda che lei, in vena di confidenze, mi confessava di nasconderli perchè li riteneva brutti!
Serena invece non li nascondeva affatto: non perdeva occasione per togliere le scarpe in classe, e per farsi due risate alle spalle dei professori, non disdegnava di sventagliare le sue estremità lucide di sudore sul mio banco. E che sorriso malizioso di sfida aveva, come la ricordo.
Nascevano i primi amori, quelli che duravano un po' più di un'estate, Serena si fidanzò col mio amico del cuore, Lorenzo. Con Lorenzo studiavamo insieme per l'esame quando, vessati dal calore di un pomeriggio di giugno, mi confessò che ammirava molto i piedi delle ragazze, un vero e proprio outing coraggiosissimo, un appello a cui il vostro Stilton, molto meno coraggioso, non trovò il coraggio di rispondere "anch'io fratello"... me ne vergogno ancora oggi.
Una delle mie prime storie importanti fu Marta, con la quale, grazie all'enorme intimità che si era creata, sperimentai ogni forma di "feticismo pratico" possibile, aveva piedi piccoli, bianchi e morbidissimi, e non passava sera senza che glieli baciassi, le mettessi lo smalto, o mi facessi toccare. A onor del vero anche a Marta piacevano i miei, ed era una sensazione bellissima, che rivivo con dolcezza anche oggi che non ci incontriamo quasi più, e che quell'amore è ormai un ricordo in filigrana.

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Eravamo rimasti a Marta, un rapporto lungo e intenso, a vent'anni per me tutto sembrava sacro e inamovibile, invece finirono anche quelle giornate presso quei piedi morbidi e bianchi, non di rado naturalmente profumati, baciati, consumati nel letto, sui prati, nella vasca da bagno, al mare, in treno, in ogni dove.
Consumati come il nostro amore, che il vostro Stilton, il più umano tra gli umani, barattò per la malizia di una Dea.
Il nome della Dea era Anna.
Lavoravamo insieme, una ragazza piccola e bruna, occhi orientali e caschetto nero; il primo giorno che la vidi tolse subito i sandali neri e rimase tutto il tempo a piedi nudi. Le dita magre e nervose, le piante scure dal pavimento, passò qualche attimo e me ne innamorai perdutamente. Passò qualche mese e si innamorò di me, ci stringevamo in macchina mentre l'estate scivolava via, lei mi confessò che aveva un ex che le chiedeva di continuo di frustarlo (vallo un po' a contraddire), ma che non gli aveva mai concesso il favore, nè tanto meno quello di toccarle i piedi. Io le dissi che erano bellissimi e lei di tutta risposta me ne mise uno nudo al centro del petto spingendomi con forza, divertita e sferzante, verso il vetro del mio sportello.
Incredibile a dirsi, si chiuse presto anche quella parentesi della mia vita, così, al ritmo lento dei suoi zoccoli di legno altissimi che indossava in quell'estate, mentre caracollava via dalle mie scale. Dopo di lei fu la volta di Marilena: una biondina tipo nordeuropeo che mi insegnò la maggior parte degli affari di letto che conosco, santa ragazza.
Aveva dei gioielli al posto delle estremità: bianchi, perfetti, curatissimi, sempre con lo smalto color pastello intonato ai vestiti.
Il perchè lo capii quando mi disse che tra i sui ex aveva una schiera di adoratori del piede femminile: fortunati di ogni età che la trattavano come una dea, letteralmente incatenati al suo letto: "Filippo aveva sempre i miei piedi in bocca, ovunque fossimo". Io seguii la scuola di Filippo, ovvio, ed esplorai per la prima volta i più lontani confini che un feticista felice conosce, compreso il trampling, che attuavamo anche senza implicazioni erotiche giacchè, lei diceva, funzionava come massaggio per la circolazione: cioè io steso e la sua pianta rosa e aulente, magari imperlata di olio per massaggi, sulla mia fronte, sul mio petto, sulla mia bocca, effetti per la circolazione garantiti.;)
Quando ci lasciammo, tra le altre cose, mi confessò che nessuno le avrebbe mai più "messo lo smalto" come il sottoscritto... sono soddisfazioni anche queste.
Di Francesca mi colpì la voglia di vivere, l'energia sfrenata, la bellezza fresca di una diciottenne... e quel paio di capolavori che portava sotto i jeans, con le infradito, con sandali altissimi alla schiava, e mentre ci lasciavamo, velati da calze nere impalpabili. Non riuscii neanche a toccarglieli, che vuoi: molte donne fanno così e bisogna rispettarle, ah quante mi sono capitate!
Isabella era un'adulta, emancipata e consapevole di quello che andava cercando.
Ci prendemmo una prima sera che eravamo un po' alticci e in vena di confidenze, io calai subito le mie carte, ella al mio pari: era una feticista incallita, pratica del SM e aperta allo “switch”*.
In sostanza era la mia prima vera padrona, mi chiamava "schiavo" e mi concedeva il lusso dei suoi piedi solo dopo "sofferti" e fantasiosi preliminari, in cambio chiedeva solo lo stesso trattamento da parte mia.
Funzionò a meraviglia, anche se faticavo appena a calarmi nel ruolo di dominante, somigliava un po' all'attrice moretta che sta sempre sui film di Tim Burton, Helena Bohnam Carter (??), aveva dei piedi magrissimi e piccoli di pianta, ma dalle dita vieppiù prensili, eppoi una pelle sul dorso e intorno alle caviglie che in confronto la seta è asfalto, non la dimenticherò davvero mai.
Per la legge del contrappasso poi leccai le piante ruvide e vissute di Erika, una sera che abbandonammo i libri per testare il letto della sua casa al mare, quelli paffuti e dolcissimi di Sara, quando le chiesi: "vieni a casa mia che ti lecco tutta?" e lei: "sì, sì, ma mi raccomando, anche i piedi!"
Particolare da non tralasciare fu quando nel lontano '97 per la prima volta, su consiglio di una fanzine musicale (!), approdai su un sito internet a tema foot-fetish, inutile dirlo perchè ci siamo passati tutti, mi si aprì un universo!
Un universo parallelo che il vostro Stilton cerca con fatica, quotidianamente, di far combaciare con la realtà, con le passioni e le compagne che incontra per la strada.
Sono sempre stato un pessimo bugiardo, anche per questo preferisco la coerenza, infatti l'ultimo capitolo della storia lo lascio in bianco, mi perdonerete, ma a trent'anni, seppur fetish, quando ti piglia quel vezzo di fare le cose "sul serio" è meglio seguirlo.
Ho una compagna che amo, che è la più bella creatura che ho mai incontrato, non la più piedosa, ma mi ama, e forse lo diventerà.
Grazie del coraggio che mi infondete e della "con-passione".
* Per chi ne ignorasse il significato, con "switch", si intende una persona capace di "esprimersi" più ruoli.
Letto 7597 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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