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Venerdì, 11 Febbraio 2005 12:03

L'educazione foot-fetish

Scritto da  Lucrezio
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Quella sera stessa mi portò in una casa discreta, che si chiamava – l'appresi successivamente – Il Palazzo del Piacere del Piede. Fummo accolti da una donna dal portamento di matrona, "la Signora", in un interno ammobiliato con gusto ma senza lusso. Degli uomini e delle donne interamente vestite erano sedute, bevevano e parlavano...

L'educazione foot-fetish

William Rossi, The sex life of the foot and shoe: un'indagine (tristemente solitaria!) degli anni Settanta sull'eterno e transculturale valore sessuale dei piedi

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Nel notissimo The Daily Probe del giorno 21 luglio 2003 era possibile leggere il rimpianto di un dottore, uno studioso, uno scrittore molto particolare. Il giornalista non aveva potuto non sovrapporre il ricordo di questa figura con le proprie giovanili esperienze di educazione sentimentale:
Un altro dei più sagaci gentiluomini ci ha lasciato, e oggi noi siamo molto più poveri. Il Dott. William Rossi, podologo e cronista dei capricci, è passato ad altra vita. Peccato che il suo dotto volume, The sex life of the foot and Shoe, non fosse stato dato da studiare obbligatoriamente alla mia squadra di lacrosse (sport tradizionale canadese)! Io avevo talvolta provato a leggerlo ad alta voce sul pullman, nei nostri viaggi per le partite; e in verità qualcuno di noi, andando a dormire di nascosto, più o meno innocentemente, con le ragazze della squadra femminile, a luci spente, provava ad annusare il profumo dei loro piedi. Sennonché…“Non c’è nulla di più antigienico di un piede che è dentro una scarpa”, aveva pronunciato una volta il nostro medico, e non c’era nessun ragazzo, nella squadra, che si azzardasse a non essere d’accordo con questa scoperta scientifica. Ci avevano fatto diventare, contro le nostre stesse inclinazioni, così “podo-fobici” che ci distinguevamo per criticare con disprezzo le immagini sportive in cui venivano illustrati dei costumi: denigravamo, per adeguarci a ciò che ci era stato insegnato, i piedi “disgustosi” delle ragazze modelle. Contrariamente a quello che provava ad insegnare William Rossi, rivalorizzando la libera sessualità del corpo intero, qualcuno di noi si è rivolto ad un'erronea scelta della propria compagna di vita, basandosi sugli stereotipi della dimensione del seno, o su qualcos’altro di egualmente stupido.
Ho citato questo articolo perchè mi sembra veramente in grado, raccontando l'esperienza personale del giornalista, di testimoniare l'importanza di un libro, The sex life of the foot and shoe, in Italia miseramente mai tradotto o pubblicizzato. Cosa davvero scandalosa, vista l'estrema povertà di opere all'altezza. Provare a costruire una bibliografia riguardante il fenomeno del feticismo dei piedi è difficile e deludente. Innanzitutto, a livello mondiale, sono pochissime, e si contano con le dita di una mano sola, le monografie su questa sensibilità sessuale. E sia chiaro che con la parola “monografia” intendo essere generoso e indicare qualsiasi libro che tratti esclusivamente e in maniera esauriente l’amore per i piedi, sia con un taglio più scientifico (psicologico-sociologico), che ludico, artistico o prettamente erotico. Ancora peggio, poi, vanno le cose per quanto riguarda, appunto, il mondo editoriale italiano: qui il vuoto è ancora più abissale. Le uniche due pubblicazioni di cui sono a conoscenza possono vantare un profilo molto mediocre. Si può decidere, assumendo una prospettiva impersonale, di fare un’indagine più o meno raffinata, ricca di riferimenti culturali e addentro alla materia; oppure scrivere qualcosa di provocante, divertente, biografico… l’opera della Schimperna, Feet (Castelvecchi), e quella peggiore di Aristide Maltecca, Piedi in amore (Mare Nero), vorrebbero essere entrambe le cose: una scelta meritoria se si parla di un costume sessuale che non lascia quasi mai indifferente (o appassiona o scandalizza)... il guaio è che non riescono a dire nulla di significativo, su entrambi i versanti, e pur essendo tra i primi italiani a pubblicare qualcosa sul tema a noi tanto caro, non risultano tuttavia originali.
Tralascio eventuali commenti più specifici, su quei due libri, in prossime recensioni. Se abbozzo questa critica, forse un po’ radicale, è per meglio esprimere l'unicità di The sex life of the foot and shoe dell’italo-americano William Rossi,podologo, scrittore, editor, commentatore televisivo, morto a 92 anni.
L’opera in questione era stata pubblicata per la prima volta negli USA nell’ormai lontano 1976, due anni dopo fu tradotta in francese. L’atteggiamento dell’autore assunto era di tipo pionieristico, o meglio, “archeologico” e “futurista” ad un tempo, poichè tentava di portare a consapevolezza il significato sessuale del piede femminile, implicitamente onnipresente nell’iconografia erotica e, soprattutto, nella moda delle scarpe. La tesi da sostenere e approfondire era enucleata nell’incipit del libro: “Il piede è un organo erotico e la scarpa è il suo rivestimento sessuale”. Il piede possiede una sessualità naturale, il cui potere è rintracciabile in tutte le popolazioni di tutte le culture storiche, e poiché la scarpa custodisce questa estremità, la protegge esaltandone però ad un tempo le forme, la moda che si occupa delle calzature costituisce una vera e propria “arte erotica”. Alla sensualità del piede fanno un più o meno velato riferimento le leggi delle nazioni, i libri religiosi degli indù, dei cristiani, dei mussulmani, dei buddisti. E’ affermata nei costumi della maggior parte delle società, nelle leggende, nelle tradizioni, nelle mitologie, negli scritti artistici di poeti e drammaturghi. Aspetti a cui lo scrittore, veramente colto e senza smanie da esibizione, non mancava di fare numerosi e leggerissimi riferimenti.
Ciò che rende ricca la prospettiva di William Rossi è la sua incontestabile esperienza, dovuta all’essere, oltre e prima di tutto un impenitente feticista dei piedi, un tecnico addetto ai lavori, non solo perchè podologo, ma perchè studioso e pubblicista divertito dai costumi sessualie e attento alla moda, in particolar modo al mondo delle calzature. Del resto, la sua dedizione totale, rivolta alle estremità, doveva essere stata una costante della sua vita fin dall'inizio: i genitori possedevano un negozio di scarpe a Boston!
Molte sono le domande a cui ha provato a dare una risposta, in questo libro. Sono quesiti che portano ad affermare l’eroticità originaria del piede: perché molte donne indossano scarpe a punta? il piede possiede “nervi sessuali”? che cosa rende un’andatura erotica? anche le donne sono feticiste delle scarpe come l’uomo? si può parlare di una psicosomatica del piede?
Una curiosità: anche per i feticisti dei piedi inquieti, che non si accontentano del proprio giardino, sembra valere il detto che l’erba del vicino è sempre più verde. Quanti di noi, avendo in mente l’opera di Batters, e le pin-up, hanno fantasticato di un mondo americano sfacciato e consapevole di tutte le potenzialità erotiche? Eppure, sempre per ritornare ad un complesso e angosciante aspetto sociale a cui faceva riferimento, per l'appunto, l'articolo sopracitato, scriveva Rossi: “Gli Stati Uniti sono l’unico paese in cui si insiste con incredibile esagerazione sulle malattie dei piedi, i piedi sporchi, l’odore dei piedi…l’ottanta per cento degli articoli che compaiono nelle riviste e nei giornali sulla salute del piede, trattano dei mali del piede. Una cosa è far prendere coscienza al pubblico dell’importanza del piede, altra è mostrargli solamente il lato negativo”. Mugugno condivisibile e attualissimo, vero? Così, in maniera uguale e contraria a noi, Rossi idealizzava il gusto europeo, la sua capacità di esaltare il fascino delle estremità …peccato solo che aveva in mente la sensibilità di un Goethe o di un Wagner,e ai loro elogi del piede femminile, e non il famigerato e "sensato" gusto medio del buon europeo!

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Di seguito, per darvi un’idea dello spirito dell’opera e della capacità dell’autore di intrecciare succosi aneddoti e dotte citazioni – a tal proposito non passi inosservato il riferimento al grande Havelock! – riportiamo una traduzione dell’introduzione al capitolo secondo (pp.15-17).

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L'erotismo del piede va ben oltre il "simbolismo". Da sempre il piede ha avuto un ruolo diretto nell'attività sessuale dell'orgasmo e dei suoi preliminari. Queste pratiche non sono materia eslusiva di feticisti e originali, ma hanno riguardato la gente normale del mondo intero. Qualche anno fa, a Londra, ebbi l'occasione di discutere sull'erotismo del piede con uno dei miei amici, redattore di un periodico consacrato alla scarpa. Mi dice con un curioso sorriso: "Anzichè parlarne, venga a vedere coi suoi occhi". Quella sera stessa mi portò in una casa discreta, che si chiamava – l'appresi successivamente – Il Palazzo del Piacere del Piede. Fummo accolti da una donna dal portamento di matrona, "la Signora", in un interno ammobiliato con gusto ma senza lusso. Degli uomini e delle donne interamente vestite erano sedute, bevevano e parlavano. Ma poco dopo, alcuni tra loro, accompagnati dalla donna che sceglievano, scomparivano. Il mio amico e io chiacchieriamo con la "Signora". La sua clientela – essa raccontò – era composta da "sofisticati sessuali" e comprendeva degli Europei e dei Britannici e – aggiunse – un Americano che aveva sentito parlare della sua istituzione, "unica" nel suo genere. Ci spiegò ciò che il Palazzo del Piacere del Piede offriva alla sua clientela:
— Le nostre ragazze sono decisamente speciali. La cosa più importante per loro è di avere dei piedi molto belli, graziosi e mobili, con una pelle liscia e delle dita lunghe e flessibili. E noi le insegnamo a divenire esperte nell'arte di fare l'amore con i loro piedi.
— Cosa fanno con i loro piedi? domandai. O cosa fanno gli uomini con i piedi delle ragazze?
Ella sorrise paziente, come si fa con un bambino. Poi, in termini crudi, chiarì:
— Tutti i nostri clienti sono ciò che si dice "uomini normali". Sono qua per scopare. Ma hanno una cosa in comune, apprezzano il ruolo dei piedi nei preliminari dell'atto sessuale; questo gioco può prendere tutte le forme possibili: la ragazza masturba il pene coi suoi piedi, o l'uomo infila il suo pene tra i piedi di lei, o le succhia le dita dei piedi, o, ancora, penetra con l'alluce la sua vagina, oppure bacia i piedi della ragazza mentre la scopa. Ed esistono ancora molte altre pratiche.
— La maggior parte di loro, dunque, sono feticisti dei piedi, dissi io.
— No, non esattamente, spiegò lei. Alcuni uomini amano divertirsi con i seni, altri con la lingua o con la punta dell'orecchio. Ciascuno secondo il proprio gusto. I nostri trovano piacere a fare l'amore con i piedi. Sono parecchi i clienti che non hanno mai fatto questa esperienza prima di venire da noi. E ora vengono regolarmente.
— Una cosa mi intriga, dissi io. Avete un numero sufficiente di questi amanti dei piedi per riuscire a mantenere questa bella casa?
Sorrise di nuovo.
— E' da quindici anni che portiamo avanti questo affare e i clienti sono sempre più numerosi. Nè siamo i soli. Vi sono case analoghe a Berlino, Parigi, Napoli e Copenhagen e altre ancora in Europa. Lo stesso negli Stati Uniti, senza dubbio. Questi amanti dei piedi, come lei li chiama, costituiscono una minoranza più importante di quanto crede.

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Non è raro che un uomo provi soddisfazione sessuale facendosi accarezzare gli organi genitali dai piedi della sua donna. Nella sua opera Erotika Biblion, Mirabeau cita l'esempio delle donne che, in Grecia e in Medio-Oriente, coltivano l'uso dei loro piedi per eccitare l'istinto sessuale degli uomini e provocare l'orgasmo. Aigremont dice che in Alsazia-Lorena gli uomini hanno da tanto tempo l'abitudine di accarezzare con i loro piedi i due labrri e tutta la vagina della donna, durante i preliminari del coito. Havelock Ellis aggiunge: "La masturbazione reciproca e simultanea per mezzo dei piedi è lungi dall'essere misconosciuta nei nostri giorni".
Lo psicoterapeuta Harvey T. Leathem, che ha compiuto ricerche serie sul tema delle differenti preferenze sessuali, dichiara: "Più di un uomo prova un brusco stimolo erotico allorché una ragazza cessa di stimolare la sua erezione con le mani e si mette in modo da poter 'manipolare' il suo membro coi piedi, questa sensazione eccita quasi tutti gli uomini".
Se i giochi Olimpici comprendessero delle prove di ginnastica amorosa, il gentleman orientale che posa per un quadro antico, assai ammirato in Cina, conseguirebbe facilmente la medaglia d'oro. Il quadro rappresenta quest'uomo mentre ha dei rapporti sessuali con cinque donne nello stesso tempo, "al fine di esperimentare la gioia divina dei cinque orgasmi simultanei". Una delle donne è a cavalcioni penetrata da lui. Egli mette un dito di entrambe le mani nella vagina di altre due; gli alluci nella vagina della quarta e della quinta.
Il tema di questo quadro si è sparso in differenti parti del mondo nel corso dei secoli. In India, per esempio, nel Rajastan, un quadro celebre raffigura Raja, sulla sua terrazza, che fa l'amore con cinque donne simultaneamente, e di due di loro stimola il coito per mezzo dei piedi. Questa pittura ha per titolo: "L'Antico Ideale Eroico". Senza dubbio esiste un eroismo del coito e questo ideale ha eccitato l'immaginazione e l'ambizione sessuale degli uomini dall'inizio dell'Homo sapiens.
Sul piano psicosomatico o psicosessuale, il piede gioca anche il suo ruolo di stimolante. Partecipa all'erotismo degli stimoli sessuali di tutto il corpo. Ecco, per esempio, un commento di Kinsey in Sexual behavior in the human female: indipendentemente dai movimenti dei muscoli aduttori e abduttori posteriori, le reazioni muscolari più sorprendenti durante l'attività sessuale sono quelle dei piedi e delle dita. Il piede può porsi come prolungamento della gamba e prendere così una posizione che è impossibile nelle situazioni non erotiche, se si tratta di persone che non siano ballerini. Le dita dei piedi della maggior parte degli individui si contraggono o si allungano finchè perdura l'eccitazione. Sono numerosi quelli che alzano le dita o le piegano al punto di girare le altre dita nella direzione opposta. L'individuo che è eccitato sessualmente ha raramente coscienza di questi movimenti, ma le riproduzioni grafiche del coito nell'arte erotica mondiale ne attestano l'universalità [...]. Nell'arte erotica giapponese, per esempio, le dita del piede sono, da otto secoli, al meno, il simbolo delle reazioni erotiche".
L'azione riflessa del piede e delle dita durante i rapporti sessuali, non è che uno dei numerosi esempi della partecipazione istintiva del piede nell'attività sessuale – la sua facoltà di "sentire" e di rispondere all'eccitazione sessuale. Essa si produce ugualmente nei preliminari all'atto sessuale o nei momenti di carezze calorose; ma questa azione riflessa è raramente cosciente nei partecipanti, ci dice Kinsey. Perchè questa reazione? Perchè il piede è un organo erotico, in comunicazione diretta con il processo sessuale del corpo.
La rivista Cosmopolitan, le cui lettrici sono in maggior parte giovani emancipate, sostenitrici della liberazione della donna, ha presentato ultimamente un articolo di quattro pagine intitolato "Altre zone erogene", in cui il piede viene citato come una di queste zone. "Le ragazze, come le piccole gatte, adorano essere coccolate, accarezzate, vezzeggiate, dalla testa ai piedi!... Occorre che vi impegnate a rendere le altre 'zone erogene' irresistibili, carezzevoli e degne di essere baciate [...]. I piedi sono sorprendentemente sensibili. Per chi ha voglia di raggomitolare le dita del piacere, dedicate del tempo al piede".
Così le espressioni correnti, quali "essere amorevoli fino alla punta delle dita dei piedi, o avere le dita dei piedi che si raggomitolano", non sono semplici figure di retorica, ma delle realtà podosessuali. Non tutte le parti del corpo sono invitate alla festa, ma solamente quelle il cui carattere è erogeno. Il piede vi tiene da sempre un posto d'onore.
Letto 6023 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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