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Giovedì, 27 Gennaio 2005 16:23

Alexandra (Esperienza in casa d'appuntamento)

Scritto da  vanderfoot
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M'inginocchio ai piedi del letto, mentre lei si leva le scarpe e poi i collant, mi avvicina i piedi al viso intimandomi di non fare niente, mi passa i piedi sul volto, poi li ritira, prende una sigaretta e l'accende, prende un frustino che aveva li vicino, fuma tranquillamente, poi mi molla una frustatina dicendomi di leccarle i piedi. Mi buttai a leccare i suoi piedi, belli, un trentanove, nervosi, abbronzati, le unghie dipinte di nero, leccavo mentre lei fumava e mi chiamava schiavetto, porco...

Ogni tanto mi capitava (adesso molto meno) di farmi due conti in tasca, magari a fine mese, oppure dopo un affare andato bene e di ritrovarmi quelle 200 mila lire (adesso 100 euro) non dico in piu', pero' da spendere senza patemi e non facendo particolari sacrifici: allora la voglia di buttarmi ai piedi di una donna ed adorare le sue estremita' mi assaliva in maniera potente.
Presa in edicola la solita rivista di annunci vari vado subito a sfogliare la pagina delle inserzioni di signore disponibili, trovo un annuncio, non particolare, non ricordo, ma del tipo bella, mora, disponibile, riceve ecc.ecc. telefonare Alexandra.. Sarà stato il nome, il caso, non so' pero' telefonai, riceveva a circa 500 metri da dove avevo l'ufficio, benissimo e presi appuntamento per le due e mezza del pomeriggio: era mezzogiorno e gia' contavo i minuti, pensavo a come era, ai suoi piedi e speravo non avesse problemi a farseli adorare (mi e' successo un paio di volte, una soffriva il solletico, un'altra dopo averle sfilato una scarpa ed intravisto un piede veramente stupendo si e' rifiutata di continuare, non ho mai capito il perche', era una giovane dell'est, chissà cosa credeva bah), comunque, dopo aver mangiato svogliatamente, come mi succede sempre prima di un appuntamento del genere, lentamente mi preparo e raggiungo l'indirizzo dove riceveva.
Mi apre la porta e mi ritrovo davanti una bella signora sui trentacinque anni (lei aveva detto 28 al telefono, ma erano sicuramente di piu', non m'importava niente), capelli lunghi, neri, assomigliava alla Luisa Corna, alta un metro e settantacinque circa, minigonna e collant neri, ai piedi un paio di scarpe nere con il tacco alto. Ero contento di quella vista, mi fa entrare e subito dopo le spiego cosa vorrei fare, le dico piu' o meno cosi'...
- Se non hai problemi, mi piacerebbe baciarti e leccarti i piedi, farti da schiavetto e poi mi masturberei da solo mentre adoro i tuoi piedi, cosa dici?
Lei mi guarda e mi sorride dicendomi piu' o meno..
- Va bene nessun problema sono 200 mila lire.. Rispondo che va bene e lei mi dice di seguirla in camera, arrivati in camera mi dice
- Giu' schiavetto...
M'inginocchio ai piedi del letto, mentre lei si leva le scarpe e poi i collant, mi avvicina i piedi al viso intimandomi di non fare niente, mi passa i piedi sul volto, poi li ritira, prende una sigaretta e l'accende, prende un frustino che aveva li vicino, fuma tranquillamente, poi mi molla una frustatina dicendomi di leccarle i piedi. Mi buttai a leccare i suoi piedi, belli, un trentanove, nervosi, abbronzati, le unghie dipinte di nero, leccavo mentre lei fumava e mi chiamava schiavetto, porco...
Le morsicai l'alluce nella foga e mi arrivo' una frustata mentre m'intimava di non farlo piu', mi scusai e lei allungo' la mano che mi aveva colpito dicendomi di baciargliela, bacia la mano e mi rimisi a leccare i suoi piedi fino a quando mi disse di masturbarmi, dopo essere venuto stavo per alzarmi quando lei mi fermo' dicendomi di baciare ancora i suoi piedi e poi anche le sue mani, fu fantastico. Mentre stavo per uscire mi chiese se fosse andato tutto bene e alla mia risposta affermativa mi disse che la prossima volta se volevo si metteva i sandali, ne aveva vari e se mi andava li avrebbe indossati, bastava che glielo ricordassi, le risposi che andava benissimo e lei mi tese la mano, le presi la mano e la bacia di nuovo.
Passo' un po' di tempo, non tanto, una ventina di giorni, mi aveva colpito, dal suo modo di fare, i suoi piedi molto belli, pensavo anche ai sandali e le ritelefonai. Subito dopo mezzogiorno, prima non voleva, le chiesi un appuntamento sempre per le due e mezza e le dissi che ero quello dei piedi e se poteva portare i sandali. Si fece una risatina e mi disse- certamente a dopo schiavetto-
Ero gia' in trance, mi misi al computer e scrissi un po' di cose che mi sarebbe piaciuto fare, sempre se lei lo voleva: scrissi che comunque lei era la padrona e io facevo quello che voleva, mi andava anche solo di leccarle i piedi, però...
Arrivarono le due e mezza e mi ritrovai di nuovo al cospetto della signora, indossava la solita minigonna con i collant, ai piedi aveva degli zoccoli, la salutai e poi le dissi che avevo scritto alcune cose che mi sarebbe piaciuto fare. Le tesi il foglio e lei lesse tranquillamente il tutto, sorridendo mi disse, - va bene schiavetto vieni di la', - mi accomodai nella stanza da letto, il solito- giu' schiavetto e mi trovai inginocchiato, mi disse di stare fermo, dopo un po' ritorno', aveva dei sandali neri, con un tacco vertiginoso, le unghie dei piedi erano rosse, uno spettacolo, si sedette sul letto…
Mi trovai a rimirare i suoi piedi nudi (nel frattempo si era levata i collant) dentro a quei sandali neri dal tacco altissimo, le unghie rosse sulle dita affusolate, il collo con delle venature stupende: lei mi disse se mi piacevano i suoi piedi calzati dai sandali, le risposi che erano stupendi, chiesi il permesso di leccarle i piedi, lei mi rispose che per adesso potevo solo ammirarli. Si alzo' dicendomi di restare fermo inginocchiato ai piedi del letto, si fece un caffe' con la macchinetta espressa, si avvicino' a me e mentre sorseggiava il caffe' in piedi mi accarezzo' la testa e mi disse di baciarle i sandali, solo i sandali. Mi chinai ed incominciai a baciare quei sandali padronali, erano come nuovi (probabilmente non li usava mai fuori dalla casa) feci scorrere la lingua sulle stringhe, sul tacco, sulla punta, le sue dita arroganti mi chiamavano all'adorazione: ad un tratto la mia lingua scivolo' dal sandalo e per un attimo leccai il collo di quel piede supremo. Lei si sposto' immediatamente dicendomi che non dovevo leccarle il piede, fini' il caffe' e prese il frustino, si sedette sul letto, con un piede appoggiato sul mio mento mi fece alzare la testa verso di lei. Mi dette uno schiaffo ripetendomi di fare cio' che mi ordinava, poi mi tese la mano ordinandomi di baciargliela. Le baciai ovviamente la mano e mi scusai, quando mi rivolgevo a lei la chiamavo Padrona o Signora Padrona: mi tese poi un piede dicendomi di levarle il sandalo, slacciai le stringhe e con mano tremante levai il sandalo. Appoggio' il piede nudo su una mia spalla, avevo il suo sandalo in mano, mi disse che potevo baciare e leccare l'interno del sandalo, dove appoggiava i suoi piedi: baciai e leccai con gioia il suo sandalo all'interno, poi dopo un po' mi fece appoggiare per bene a terra il sandalo e mi porse l'altro piede. Slacciai il sandalo sempre tremante di passione, baciai e leccai sempre su ordine suo l'interno del sandalo, poi me lo fece appoggiare vicino all'altro: l'appoggiai vicino all'altro un po' spostato e non allineato. Allora dandomi dello schiavetto inetto, mi frusto' un paio di volte dicendomi di allineare i sandali: allineai i sandali, mentre con un piede mi dava dei calcetti sul viso, altre due frustate e mi porto' vicino alla bocca un suo piede. Guardavo sognante quell'arrogante piede, poi mi disse di baciarlo, voleva solo dei bacini, baciai in ogni parte il suo piede, sul collo, sulle dita, la pianta, la caviglia, il tallone, ritornando a baciarle le dita. La mia lingua senza volerlo incomincio' a leccare l'alluce, mi arrivarono subito due frustate di seguito, mi disse che non avevo l'ordine di leccare: ovviamente mi scusai con la padrona e baciai la mano che teneva il frustino, mi tese l'altro piede che dovetti baciare, solo baciare. Dopo un po' arrivo' il suo ordine, un ordine agognato (ma lei aveva letto il foglietto che avevo scritto e si comportava conseguentemente, prima ammirare i suoi piedi, poi baciarli ed infine leccarli) l'ordine di leccarle i piedi, presi in mano il primo piede e lo leccai con avidita', con gioia, con enfasi, leccai tutto il piede, succhiai le dita una ad una. Poi fu il turno dell'altro piede, adorai anche quel piede, mi fece stendere a terra con la faccia all'insu', mi mise i piedi in faccia e mi fece leccare sempre piu' forte le piante dei piedi, sollecitandomi, chiamandomi schiavetto leccapiedi, porco, servo, poi mi disse che dovevo toccarmi, incominciai a masturbarmi freneticamente e mentre succhiavo ancora le sue dita meravigliose venni copiosamente, lei mi tenne per po' ancora schiacciato sotto le sue estremita' poi mi fece rimettere inginocchio, dovetti baciare ancora i suoi piedi e poi le sue mani e ringraziarla, infine mi disse che potevo alzarmi.
Fumammo una sigaretta chiacchierando ed alla fine la salutai baciandole la mano e dicendole che presto ci saremmo rivisti e cosi' fu: quando avevo la disponibilita' correvo da lei, era bravissima oltre che affascinante… Un giorno mi fece trovare una decina di sandali, sabot e zoccoletti dicendomi quale volevo che indossasse, cambiava spesso il colore delle unghie, a volte nere, a volte rosse, color perla ecc.ecc.: quando cambio' indirizzo fui il suo primo cliente nel nuovo ambiente, arrivai un po' prima di lei e quando arrivo' mi fece portare alcune borse che aveva in macchina, le borse vidi poi che contenevano varie paia di scarpe, sandali, sabot, stivali che mi fece mettere a posto. Aveva anche delle fruste nuove, un guinzaglio: mi disse che adesso lavorava praticamente solo con gli schiavi, si divertiva di piu'... Mi disse anche di un noto farmacista che veniva a trovarla, lo costringeva a mangiare da una ciotola per cani il Kit Kat, tenendolo al guinzaglio, frustandolo e calpestandolo. Ci vedemmo ancora un paio di volte, ma lei era distante ed anche le mie risorse con l'avvento dell'euro non erano piu' quelle di prima... Adesso mi manca tanto e pensando ai nostri appuntamenti spesso mi masturbo: e' stata magnifica, grazie Alexandra.
Letto 5229 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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