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Giovedì, 23 Dicembre 2004 14:42

Le Fondatrici di Piedi Sudati Per Te: Elena

Scritto da  vince
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Disse che voleva essere dominato, lui disse per gioco… Mi ricordo che non amava molto i piedi. Voleva essere penetrato da me. Io avevo le stesse fantasie e le misi in pratica. Poi lo costrinsi col tempo ad adorare i miei piedi. Un rito che doveva costringersi a fare prima che io lo penetrassi. Lo fece ed anche molto bene.

La Signora Elena

Non è da molto che abbiamo scoperto in rete il gruppo “Piedi sudati per te”. Ci ha incuriosito, naturalmente. L’abbiamo osservato meglio ed abbiamo scoperto un po’ di cose. Primo che è interessante e serio. E poi che ha delle fondatrici. Un piccolo gruppo di donne che hanno deciso di mettere su uno spazio.

…abbiamo deciso che creare uno spazio 'vero', realmente gestito da sole donne, avrebbe aiutato molte persone ed anche noi a scoprire ed accettare se stesse. C’era una rivista che usciva negli anni 80, si chiamava Club, non so se ricordi... per noi fu un punto di riferimento. Abbiamo voluto creare uno spazio che potesse essere utile, come lo fu quella rivista…

Quella che parla è Elena, una delle fondatrici. Ammetto che prima della nostra chiacchierata ho studiato lo spazio, nato alla fine dell’estate di quest’anno e già con migliaia di partecipanti. E lei naturalmente. La Signora Elena, come mi pare giusto chiamarla. Ho letto qualcuno dei suoi interventi, ho guardato le sue foto. Ho cercato di immaginare i suoi occhi.

***

Elena: sono molto più vera di quanto tu possa lontanamente immaginare…
Vince: Per la verità io ti immagino in modo molto vivido.
Elena: Come mi immagini?
Vince: Uhm... una bella donna alta ed energica, con i lineamenti pronunciati che ha cura di chi ha cura dei suoi piedi...
Elena: Uhm, ti sei avvicinato molto.
Vince: non è merito mio: sono sensitivo...

***

Ho una grande stima per chi riesce a mettere su un sito e gestirlo bene. So quanta fatica ci vuole...
Vince: Voi siete in tre, parlo delle fondatrici... tu Claudia ed Angela... e poi Marta...
Elena: Marta è un'iscritta a cui abbiamo chiesto una mano, si occupa di questioni tecniche ed è stata nominata moderatrice.
Vince: Se tu dovessi stabilire differenze e convergenze tra voi?
Elena: Anche se siamo tre facce della stessa medaglia, tra noi esistono delle differenze sostanziali: Angela è molto moderata, non ama la dominazione vera e propria, Claudia è una dominatrice di razza molto prossima al sado maso puro. Ed io sono nel mezzo... per così dire.
Vince: Uhm, questo è il tuo pensiero, chiederò il loro al riguardo...
Elena: Senza dubbio…

***

Vince: “Piedi sudati per te”. Come nasce questo nome?
Elena: Il piede asciutto è come una pesca senza profumo. Non rende.
Vince: Ne sono convinto, ma non è un'idea facilmente riscontrabile nel mondo femminile o ti risulta il contrario?
Elena: La penso come te. Ma noi non siamo donne comuni.
Vince: Tu di sicuro sei una Signora speciale, questo è fuori dubbio... Però mi spieghi come siete arrivate tra voi a decidere per questo tipo di sito?
Elena: Forse la mia risposta non è così intrigante come molti si aspetterebbero: siamo amiche di vecchia data e un giorno abbiamo scoperto i gruppi yahoo. Per caso e per puro gioco, abbiamo fondato il gruppo, non siamo esperte di web ma... dopo alcuni giorni ci siamo rese conto che l'idea funzionava...
Vince: Parliamo di te. Quando hai scoperto che ti piaceva che un uomo avesse cura dei tuoi piedi... ...sudati, magari?
Elena: La mia prima esperienza fu con una donna: avevo sedici anni ed ero io, la sottomessa. Capii l'importanza che il fetish avrebbe rappresentato nella mia vita attraverso quell'esperienza. Lei era più grande di me, di circa sei anni, mi sottomisi ma in realtà volevo emularla carpirne i segreti...
Vince: Ti sottomise che vuol dire?
Elena: Mi faceva adorare i suoi piedi… ma io non ho mai avuto attitudine alla sottomissione.
Vince: Ma era un rito? Facevate la lotta?
Elena: No, un gioco, molto goliardico. Imparai in fretta ma dopo che finì, non ebbi più esperienze per diversi anni...
Vince: Capito e poi che succede?
Elena: Verso i vent'anni, dopo alcune ''normali esperienze sessuali'', ci fu la svolta. Successe con un ragazzo con cui ebbi una breve relazione. Disse che voleva essere dominato, lui disse per gioco… Mi ricordo che non amava molto i piedi. Voleva essere penetrato da me. Io avevo le stesse fantasie e le misi in pratica. Poi lo costrinsi col tempo ad adorare i miei piedi. Un rito che doveva costringersi a fare prima che io lo penetrassi. Lo fece ed anche molto bene.
Vince: Piedi sudati?
Elena: All'epoca indossavo solo scarpe da ginnastica... ti lascio immaginare.
Vince: Senza le calze?
Elena: Si. La storia si svolse nel periodo estivo.
Vince: Gli facevi odorare i piedi a lungo e leccarli?
Elena: All'inizio no, mi creavo qualche scrupolo. Ma poi si. Lo costringevo ad odorarli prima di 'toilettarli' con la lingua tra le dita. Questa è una sensazione a cui non rinuncio neanche ora. Però quando ero più giovane non mi preoccupavo molto di ciò che si trovasse tra le mie dita, capisci, no? Ora sono più attenta alla pulizia. E poi non porto più scarpe da ginnastica. Mai. Comunque da quel momento è stata un'ascesa che ancora perdura.

***

Lo prese che s’infilava in un portone. Lui scivolò, cadde mentre la porta si richiudeva con un colpo secco. C’era fresco lì dentro, lei quasi senza pensarci gli poggiò il piede sul collo. Lui si voltò e di colpo non si mosse più. Lo vide. Era un bel ragazzo dal naso pronunciato. Si sentì più tranquilla e sfilò la scarpa dal tacco sfasciato. Allora lui la guardò fissa. Un attimo e le aveva baciato il piede nudo. Stava dicendo qualcosa. Cosa? Lentamente cominciò a leccare tra le sue dita accaldate... L’aveva lasciato fare, turbata. –Alina cosa fai?- Senza sapere quale forza la stesse guidando era salita su di lui. Lo aveva calpestato. Poteva sentire il suo cuore che andava su e giù, sotto di lei. Il ragazzo moro si spostava con lei per non smettere di passare la lingua tra le sue dita. Di sicuro gli diceva qualcosa, ma quando ci ripensava le pareva che intorno ci fosse solo il silenzio: qualche goccia di pioggia dalla grondaia e la voce dalle tv accese.
(© Alina, Feet Tribune, Archivio Articoli)

***

L’estate della Signora e del suo giovane amico. Chissà se ne possiamo fare un film... Dovremmo trovare una colonna sonora adatta, però...
Vince: Signora, quale musica ami di più ?
Elena: Il jazz ed il blues, ma anche i cantautori italiani di vecchia data.
Vince: Ti va bene John Lee Hooker?
Scelgo come colonna sonora “I'm bad like Jesse James” magari la signora mi punirà a dovere. Ma le punizioni una Signora non le concede secondo i desideri dei sottoposti...

***

Vince: Ok siamo arrivati al ragazzo che ti odora i piedini… Hai detto che non metti più scarpe da ginnastica. Ma allora adesso non hai mai i piedi sudati?
Elena: Certo! Ma sempre calzati in splendidi sandali di legno e cuoio. L'odore rimane naturale ed intatto.
Vince: E scarpe chiuse mai? decollettè di cuoio? Magari senza calze?
Elena: Decollettè si. Per il resto prediligo gli stivali...
Vince: Senza le calze?
Elena: Con autoreggenti, leggere.
Vince: Parliamo del dopo ragazzo… il prossimo uomo dopo il ragazzo è...
Elena: Il prossimo uomo è stato il mio ex marito, per cui salto al successivo.
Vince: Ok saltiamo
Elena: Dopo la separazione ebbi un comprensibile periodo di assestamento ;) alcune storie... con bei ragazzi, ma di questi solo uno è degno di essere citato.
Vince: Perchè?
Elena: Fu la mia cavia per un anno circa. Giochi estremi, alcuni dei quali mai più ripetuti. Con lui però, per la prima volta usai i miei piedi senza limiti. Il mio primo vero calpestamento. Pissing ed altro. Ma con i piedi sempre al centro dell'attenzione.

***

Le piaceva pensare ad un pentagramma da percorrere interamente leggendo nei suoi occhi le sinfonie che lei componeva. Nota per nota. Il desiderio ed il dolore forte, fino alla paura di non poterne più e stare male. Il dolore ed il risentimento, fino a raggiungere l'odio. L'odio, cupo e trasparente, senza confini. Solo allora, quando le riusciva di vedere l'odio nel profondo dei suoi occhi allora lo sospingeva indietro fino alle note del desiderio. E quando quelle note si facevano largo in quel mare in tempesta e tornavano allora faceva in modo che la mortificazione s'insinuasse con le sue pieghe ispide, perché lui la sentisse fino al fondo del desiderio che stava provando. S'insinuava dentro di lui, poteva leggere nei suoi ricordi e a volte scopriva profumi, melodie interrotte…
(© Il Fuoco, Feet Tribune, Archivio Articoli)

***

Elena: Bella, cos’è?
Vince: Un racconto che è su Tribune: ti chiedo cosa ti suscitano in te queste immagini, le tue impressioni...
Elena: Uhm, raramente qualcuno, se pur bravo nel scrivere, riesce a suscitare in me qualcosa che già non ho provato.

***

Conosceva la gamma delle cose che lo eccitavano, ma che in determinate circostanze divenivano per lui le più odiose da compiere. Tagliarle le unghie dei piedi non lavati un attimo dopo che lei aveva compiuto una delle umilianti telefonate di controllo. O durante, quando parlava con una delle persone che lui conosceva e controllava alla lettera le cose che le aveva riferito. Masturbarsi davanti a lei all'ora di pranzo o di cena, poi mangiare in ginocchio e ad ogni boccone sfilarle le pantofole, baciarle le piante e rimettergliele. Non le aveva inventate lei queste pratiche: nascevano sempre dai loro discorsi e dalle confidenze sul desiderio. Dagli angoli più riposti di quelli che diventavano i loro desideri...
(© Il Fuoco, Feet Tribune, Archivio Articoli)

***

Elena: Bello. Alcune sfaccettature mi trovano vicina...
Vince: Hai detto prima i piedi erano sempre al centro ma gli uomini che stavano con te li sceglievi (li scegli) perché sono dei sottomessi o ti accorgi che hanno l'indole magari in potenza?
Elena: Ne fiuto l'usta. Intendo dell'uomo che vorrebbe essere sottomesso. i sottomessi di natura, sono poco interessanti
Vince: Pensi che gli uomini pensino davvero che le loro dominatrici li dominano o che in qualche modo hanno in testa che sono loro a dominare le dominanti, facendosi dominare? Scusami il gioco di parole orrendo...

***

In realtà sto cercando la punizione.

***

Elena: Beh, alcuni credono, che le 'padrone' possano incarnare l'oggetto dei propri desideri. Sono fuori strada. A Roma si dice andranno sempre in bianco ;)
Vince: Infatti spesso preferiscono pagare le professioniste.
Elena: Che comunque li dominano due volte...
Vince: Cioè anche nel portafogli?
Elena: Certo.
Vince: Forse non hanno la voglia di conquistarsi una storia e neppure di tenerla, Signora...

***

La riflessione più semplice è che se io sto con chi divide le preferenze per l’s/m devo stare al gioco. E se lei ha voglia di una cosa che a me in quel momento non piace molto, ma io solo il “servant”, perché questi sono i ruoli che liberamente ci siamo scelti, dovrò farlo perché questo è il senso del gioco. E perché tra noi c’è il desiderio.

***

Elena: Vince, per molti uomini non credo sia facile trovare una compagna, con cui poter condividere il proprio feticismo ecco, questo è tra gli scopi del gruppo. Favorire il dialogo tra le parti, al fine di far comprendere a molti maschi, che non sono dei pervertiti ghettizzati... non so se mi spiego...
Vince: Certo ma tu credi che i maschi facilmente parlino con le loro donne di questo?
Elena: No assolutamente: le loro donne sono delle sante, delle madri... che non comprenderebbero. Questo credono loro. Ma non è così...
Vince: C’è una cosa che mi interessa. La Tua posizione a riguardo il sesso e gli schiavi virtuali...
Elena: Sono sensazioni che sto scoprendo solo ora, navigo in rete da poco, me devo dire che dopo un'iniziale diffidenza, la cosa comincia ad intrigarmi. Ma dal vero è un'altra faccenda. due cose distinte insomma.
Vince: Ma il sesso virtuale per Te com'è? Dici al tuo adoratore cosa deve fare? Sei coinvolta?
Elena: Per il momento le chat che io ho organizzato, hanno mantenuto toni soft, amichevoli, tranne qualche eccezione. Claudia invece ha iniziato qualcosa di più profondo.
Vince: Che si intende per più profondo?
Elena: Un'interazione vera e propria tra lei ed il suo schiavo. Con l'ausilio della cam.

***

Vince: Parliamo dei tuoi film preferiti.
Elena: Intanto non guardo molto la tv e vado raramente al cinema, il mio genere preferito non è tuttavia quello erotico, prediligo i film storici, le commedie italiane...
Vince. Tre titoli...
Elena: La Signora sono io, quindi ne dico quattro... L'ultimo bacio, Il talento di Mr Ripley, Il miglio verde, Novecento.
Vince: E se dovesse indicarmi dei libri?
Elena: Uhm, leggo circa 200 libri l'anno: amo alcuni autori in modo particolare, due nomi su tutti, Garcia Marquez e Graham Green...

***

Vince: Cosa intendi quando dici “i piedi sempre al centro” ?
Elena: Un uomo che sa adorare i piedi, sa adorare la donna in quanto dea. Deve partire da lì altrimenti non lo considero...
Vince: Immagina di far avere un orgasmo ad un uomo che sta con te solo sentendo il tuo odore. Intenso. Poi gli chiedi di leccare tra le dita?
Elena: L’orgasmo? Uhm, solo alcuni lo raggiungono. ma non gli permetto mai di inquinare i miei piedi con il loro seme. Mai!
Vince: Capisco, però una delle umiliazioni sognate più intensamente è essere costretti a leccare i piedi odorosi dopo aver dovuto toccarsi solo odorando... Hai mai obbligato un tuo adoratore a toccarsi davanti a te e poi a leccarti i piedi fino a completa toilette?
Elena: Oh, masturbarsi intendi? Si ma vengono troppo in fretta...
Vince: Ma hai mai pensato di chiedere a quelli che vogliono sentire l'odore di concederglielo solo a patto che dopo essere venuti devono leccare lentamente dita per dita?
Elena: Si. da parte loro è sicuramente una dimostrazione di vera devozione, insomma dopo l'orgasmo l'eccitazione passa...
Vince: Lo so, certo... però ritorna sai?
Elena: Dici? quindi non è uno sforzo poi tanto grande.
Vince: Dipende. Nello scorcio di un raccontino di un po’ di tempo fa il protagonista, dominato da tre donne che lo hanno scambiato per un ladruncolo, raggiunge l’orgasmo mentre loro si divertono a scoprire con quanta cura sfila loro le scarpe dopo una lunga passeggiata. In quel momento l'odore e la situazione gli paiono insopportabili. Ma le tre donne continuano a tormentarlo in ogni modo mentre lui le implora di lasciarlo andare. Alla fine, quando loro stanno per accontentarlo a tradimento l'eccitazione torna. La più svelta delle tre nota il cambiamento e gli dice che se vuole continuare deve chiederlo per favore... e naturalmente, prima di leccare i piedi, deve avere un nuovo orgasmo... ...e lui lo fa...
Elena: Racconto autobiografico?
Vince: No Signora… La fantasia ha dei valori e la realtà altri... Con il tempo si scopre che è fantastico facendo l'amore dirsi delle cose o raccontarsi fantasie che si sa che il partner ama. Ma alcune cose devono rimanere fantasie, proprio perché possano vivificare la realtà del desiderio...
Elena: Sono d’accordo. La fantasia è sempre più intrigante della realtà, se le due cose si equiparano c'è qualcosa che non funziona.

***

Vince: E’ tardi. Sei scalza?
Elena: Si.
Vince: E’ mai successo che si siano presi cura dei tuoi piedi mentre stai lavorando al computer?
Elena: Oh certo. Molte volte. Mi rilassa moltissimo, soprattutto in ufficio.
Vince: C'è chi te lo fa in ufficio?
Elena: Un mio dipendente svolge questa mansione da un paio d'anni.
Vince: Oh… meglio che nessuno dei lettori sappia dove lavori, Signora. Scommetto che si farebbe la fila come per i saldi… Accade giornalmente?
Elena: No, solo quando lo desidero: ma comunque di frequente...
Vince: E lo tratti da schiavo?
Elena: No, lui no. c'è un rapporto più intimo.
Vince: Uhm … magari è il tuo partner?
Elena: No, no: lo è stato, ora non più. Però i piedi glieli concedo tuttora e con grande piacere. Ed è un leccatore provetto...
Vince: Uhm, mi domandavo se tu vivessi sul lavoro, nella realtà, il rapporto padrona servo...
Elena: Sul lavoro ho sempre un grande rispetto per i miei dipendenti, scindo le due cose in modo totale.
Vince: Certo, ma può essere un gioco molto eccitante...
Elena: Come ogni gioco, se è concordato si. Ma deve trascendere dal lavoro vero e proprio. Una bella fantasia comunque.
Vince: Io direi bellissima... Mi racconti qualche episodio in cui hai scoperto di avere a che fare con uno di cui ti sei accorta che aveva interesse per i piedi e se ne stava sulle sue?
Elena: Ti racconto solo l'ultimo.
Vince: Anche gli ultimi due se vuoi... :-)
Elena: L'estate scorsa ho conosciuto un uomo, che frequentava il mio stesso circolo equestre, un bell'uomo sui quaranta, molto sicuro di se e spesso arrogante: non ho potuto fare a meno, però di notare, che quando montavo, lui rimaneva molto colpito dalla mia lunga frusta, (che non uso mai comunque, mi serve per tenere in alto l'attenzione del cavallo). Bene... quando mi cambiavo gli stivali, lui mi fissava sempre i piedi, mai il volto, ma sempre i piedi, mi stava antipatico, ed avendo intuito il suo punto debole, un giorno gli ho detto di getto e con una certa arroganza. “se ti piacciono tanto i miei piedi, perché non gli dai un'annusatina?” . Dio, rimase di stucco!
Vince: Immagino. E li annusò?
Elena: Sul momento no, era impietrito e cercò di negare le sue pulsioni ma, il giorno seguente fu lui a chiedermelo. La sua arroganza era svanita del tutto....
Vince: E tu?
Elena: Io lo lasciai fare e con immenso piacere. Sottomettere gli uomini 'forti' che ostentano sicurezza è un vezzo a cui non rinuncio.
Vince: Si inginocchiò e ti annusò i piedi?
Elena: Certo, è la prima fase che io pretendo. Odoravano molto.

***

Immagino. Ma questa è un’altra storia.
***

Vince: Notte e grazie Signora. Lo sai che è molto erotico parlare con te?
Elena: Davvero? Non lo sapevo Vince… E’ che non mi sono mai intervistata...
***

Già… Le note di “i’m bad like Jessie James” e una Signora da sognare...
Letto 10130 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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