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Venerdì, 05 Novembre 2004 11:14

Quell'infelice del feticista

Scritto da  mayfair
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"Sotto il sole non c'è essere più infelice del feticista che brama una scarpa di donna e deve accontentarsi di una femmina intera", Karl Krauss in Detti e contraddetti...

Vado ad accompagnare un'amica ad una visita medica: chi non ha paura dei medici specie, se ti hanno già aperto tagliato e ricucito. Il medico arriverà dopo un'ora e mezza dall'appuntamento. Nella sala d'attesa le solite riviste datate ormai senza copertina, un Amica dello scorso marzo. Inutile dire che i fotografi di moda hanno talmente sfruttato il fenomeno fetish e in particolare foot fetish che le immagini con quei riferimenti diventano scontate e dunque noiose. E' un articolo invece che mi distrae nella paziente attesa, di tal Carlotta dei Teodori. Non ricordo esattamente il titolo: come vincere la noia se hai un compagno fetish, o qualcosa del genere. Breve escursus per introdurre il tema , citazione di celebri feticisti, Tarantino, Moretti (Bianca), e fonte principale Ugo Volli: Fascino, feticismo e altre idolatrie, edizione feltrinelli. Mi toccherà andare a curiosare in libreria. Intanto la lettura mi induce a mie personali riflessioni.
Un feticista può anche essere interessante, i piedi poi sono una delle zone più erogene del corpo anche se questo a molti feticisti non è molto chiaro. Pensano che il piacere per una donna stia nel costringere, nel ordinare un gesto umiliante. Non nego che questo possa contribuire ma non è tutto. La molteplicità dei punti di vista inquieta le nostre convinzioni. L'attrazione verso questa pratica sm ha certamente diversa origine se prendiamo in considerazione chi esercita il potere o chi lo subisce. E siamo veramente sicuri che chi apparentemente domina la situazione stia veramente esercitando un potere? A volte le cose si mescolano, i ruoli si scambiano. A volte il gioco diventa una cura a profonde frustrazioni. Altre volte diventa, come tanti altri giochi, evasione, fuga, e un modo per distanziare o escludere coinvolgimenti emotivi e persino sessuali. Infatti molti feticisti considerano le pratiche fetish altro rispetto al sesso. E' innegabile come tale convinsione faccia comodo a molti, specialmente a quelli che altrimenti si sentirebbero in colpa verso mogli e fidanzate ignare, fate ignoranti, per usare una definizione cinematogra[Censored]. Perchè il feticista è, fatte le debite eccezioni, un gran tradizionalista. La donna che sta in piedi su di lui con le sue belle decolté lucide, non potrebbe mai essere la sua donna o se lo é non prova certo il piacere che prova lui. E' triste dover constatare nel ventunesimo secolo il perdurare di stereotipi che paiono essere indispensabili all'orientamento degli uomini nel mondo femminile.
L' articolo sottolinea la simbologia perfetta del piede calzato: il piede simbolo fallico che trova nella scarpa il simbolo ricettivo e quindi della sessualità femminile. Mi chiedo cosa significhi dunque non sopportare le scarpe e non vedere l'ora di togliersele. Mi viene in mente una nonna che più andava avanti con gli anni più si ostinava a camminare scalza e persino a fare la pipi in piedi.
Comunque il problema è che a lungo andare a ripetere i soliti cliché ci si stanca, ci si annoia. L'attraente seduzione della novità del trasgredire a pratiche sessuali consuete sfuma e cade facilmente in ridicoli mascheramenti e teatrini. Che dire poi della relazione tra padrona/e-schiavo/a. A lungo andare (neppure tanto lungo) crea problemi di gestione come qualsiasi altra relazione. Che fare?
La Teodori se la fila concludendo con la citazione di Karl Krauss in Detti e contraddetti: "Sotto il sole non c'è essere più infelice del feticista che brama una scarpa di donna e deve accontentarsi di una femmina intera"
Io vi consiglio. se cercate padrone/i, schiavi/e, calpestatrici e via cantando cercateli a pagamento; con tutto questo interesse i prezzi dovrebbero scendere.
Alle donne con tendenze dominanti consiglio lezioni di danza del ventre o/e kick boxing potreste divertirvi di più.
A me: perchè continui a cercare il tuo tapettino se non vedi in lui nessuna devozione? Ché poi è l'unica cosa che conta?

voglio trovare un senso a questa voglia
anche se questa voglia un senso non ce l'ha
Letto 4248 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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