Italian English
Venerdì, 03 Settembre 2004 08:18

Kraft on line

Scritto da  Redazione
Vota questo articolo
(0 Voti)
Questa settimana, ad integrazione dell’ottimo lavoro di Estremo, pubblichiamo uno dei casi di cui parla il dottor Kraft-Ebing: premetto che secondo me il pover’uomo era affetto lui stesso da una montagna di perversioni, ma guardate se il racconto non vi pare interessante. A suo tempo [molti anni fa-:)] la prima volta che lo lessi fu come se dentro mi fosse scoppiata una granata... (vin)

Masochismo. Coprolagnia.

X., 52 anni, appartenente all'alta società; padre tisico; gentilizio, a quanto afferma, non tarato; è sempre stato nervoso; figlio unico; assicura di aver provato già all'età di sette anni eccitazioni singolari allorché per caso vedeva le donne di servizio togliersi le scarpe e le calze per pulire le stanze. Una volta pregò una di quelle di mostrargli, prima di lavarle, le piante dei piedi e specialmente le dita. Come andò a scuola e incominciò a leggere dei libri, si sentiva letteralmente spinto a letture nelle quali erano descritti atti di crudeltà e di tortura, specialmente se eseguiti per ordine di donne. Divorava i romanzi sulla schiavitù, sul servaggio, ecc. e tali letture lo eccitavano sessualmente a tal punto che incominciò a masturbarsi. In modo speciale veniva eccitato dalla rappresentazione fantastica di essere schiavo di una giovane donna di sua conoscenza, e di avere il permesso, dopo una lunga passeggiata con lei, di leccarle i piedi, segnatamente le piante e gli spazi interdigitali. Immaginava la giovane donna come veramente crudele, e si rappresentava oggetto di torture e di flagellazioni da parte di lei. Durante queste fantasie si masturbava. A 15 anni si aggiunse questo: che, mentre seguiva simili fantasie, si faceva leccare i piedi da un can barbone. Un giorno osservò come una graziosa domestica di casa sua si facesse leccare le dita dei piedi dal medesimo can barbone, mentre leggeva. Tale spettacolo provocò in X. erezione ed eiaculazione. Egli persuase la ragazza a farsi leccare i piedi dal can barbone in sua presenza. Finalmente egli prese il posto del cane, eiaculando ogni volta… Si limitava ad eccitarsi ogni 15 giorni circa mediante letture di crudeltà commesse da donne, immaginando allora di dover leccare le dita dei piedi ad una di tali donne crudeli, il che gli procurava l'eiaculazione in mezzo alla più intensa voluttà. I genitali femminili non avevano per lui il minimo interesse; così pure non si sentiva sessualmente attratto verso gli uomini. Fattosi adulto, frequentò delle prostitute e coiva con loro dopo aver prima leccato loro i piedi. Tale operazione intercalava anche nell'amplesso, e induceva la ragazza a raccontargli con quali torture lo avrebbe tormentato, fino ad ucciderlo, nel caso ch'egli non le avesse leccato le dita dei piedi fino a pulizia completa. X. assicura di aver raggiunto il suo scopo infinite volte e che quella leccatura era graditissima alle interessate. I piedi di donne fine mente educate, compressi e deformati da calzature strette, peraltro non la vati da diversi giorni, avevano per lui un fascino tutto particolare; ma non godeva propriamente che dei « piccoli depositi naturali, quali presentavano donne ben educate e pulite », nonché delle tracce di calze che avessero ceduto il colore, laddove i piedi sudati non lo eccitavano che nella fantasia, disgustandolo nella realtà. Così pure le « torture crudeli », come mezzo di eccitazione,non esistevano che nella sua fantasia: nella realtà le evitava e non cercò mai di realizzarle. Tuttavia esse avevano, nella sua fantasia, una parte importante,ed egli non dimenticava mai di insegnare alle donne a lui simpatiche con cuiera in rapporti masochistici, come dovessero scrivergli le loro lettere minacciose (ordinate da lui, con contenuto prescritto). Da una collezione di tali lettere, messa a nostra disposizione da X., ne togliamo una adatta a mostrare chiaramente tutto il suo modo di pensare e di sentire:

Lambitor sudoris pedum meorum!

Mi trasporto con voluttà al momento in cui ella leccherà le mie dita dei piedi, specialmente dopo una lunga passeggiata... Le farò avere presto un ritratto dei miei piedi. Sarò inebriata come da un nettare, quando leccherà il sudore dei miei piedi. E se non vorrà, ve la costringerò, la frusterò come il mio schiavo più vile. Proprio tu, tu dovrai stare a vedere come un altro favorito mi leccherà il sudore dei piedi, mentre tu gemerai come un cane sotto le scudisciate dei servi. Ti metterò al bando; sarà per me una gioia crudele vederti soffrire, esalando l'anima fra le torture più orribili, leccandomi i piedi nello spasimo dell'agonia... Ella mi provoca ad essere crudele: e sia, io la schiaccerò come un verme... Ella mi chiede una mia calza. La porterò, prima, più di quanto uso portarle. Ma pretendo anche che ella la baci, la lecchi, ne metta la punta in acqua, per bere poi l'acqua medesima. Se ella non farà tutto ciò ch'io chiedo nella mia voluttà, la punirò con lo scudiscio. Esigo un'obbedienza incondizionata. Se non mi obbedirà, la farò fustigare, camminare su un'aia irta di punte di ferro, o la farò bastonare e gettare nella gabbia dei leoni, deliziandomi allo spettacolo del pasto che faranno le belve con le sue carni. X. permise a Krafft-Ebing di leggere un carteggio scambiato fra X. medesimo e Sacher-Masoch. Secondo Sacher- Masoch una signora danese non accordava mai i suoi favori ad alcun uomo, se prima non si fosse lasciato trattare per un certo tempo come uno schiavo. Soleva costringere gli amanti a leccarle i piedi e il podice. Faceva incatenare e frustare gli amanti finché le obbedissero leccandole i piedi.
Letto 3070 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
Layouts
Colors