Italian English
Venerdì, 23 Aprile 2004 21:26

Secretary On Tv

Scritto da  mayfair
Vota questo articolo
(0 Voti)
Sugli schermi televisivi (Pay-Tv) sta passando questo interessante film...

Secretary

Anno: 2002
Genere: Commedia
Tratto da: dal racconto di Mary Gaitskill
Regia: Steven Shinberg
Attori: James Spader (E. Edward Grey), Maggie Gyllenhaal (Lee Holloway)
Soggetto: Mary Gaitskill
Sceneggiatura: Steven Shainberg, Erin Cressida Wilson
Fotografia: Steven Fierberg
Musiche: Angelo Badalamenti, Harold R. Brown, Charles Miller, Lee Oskar, Howard E. Scott
Montaggio: Pam Wise
Scenografia: Amy Danger

Trama

Quando una pellicola come questa passa in tv, di certo perde una parte del suo fascino, questo è indubbio. Lo schermo televisivo ha il potere di omogeneizzare molte delle sensazioni che nell'oscurità di una sala cinematografica si manifestano.
Ma ciò nonostante questa pellicola dovrebbe avere una buona resa anche sul piccolo schermo. Cioè, se non lo avete visto è comunque meglio di niente...Di seguito vi riproponiamo la bella recensione di Mayfair..



Che cosa distingue l’amore dalla perversione? Le pratiche più stravaganti possono rivelarsi dolcissime, se dettate dalla consapevole tenerezza reciproca, possono divenire cura. Secretary (lo trovate ancora nelle sale) e' una commedia divertente (ma non solo) che stravolge il cliché della coppietta borghese; dove le romanticherie del corteggiamento vengono sostituite da un percorso iniziatico sm. Nel suo procedere delicato, commovente, irridente sembra suggerirci che l’unica perversione possibile sia l’indifferenza.

Vincitore del premio speciale della giuria al Sundance Film Festival 2002 e campione d’incassi in patria, il secondo lungometraggio di Steven Shainberg, regista indipendente americano au-tore di numerosi corti nonché dell’apprezzato Hit me, è un perfetto connubio di eros e senti-mento, perversione e romanticismo. Sceneggiato da Erin Cressida Wilson, Secretary è, non a caso, la storia di una donna, del suo corpo, della sua educazione sentimentale. Lee Halloway (Maggie Gyllenhaal) è una ragazza difficile, introversa e complessata, soggetta ad attacchi di autolesionismo che la spingono a mortificare il suo corpo con tagli e cicatrici, inferti con abilità e subito curati. Torna a casa dopo anni di cure poco efficaci. La madre, cosciente del problema della figlia, la soffoca di attenzioni inutili e deleterie. Il padre, alcolista, oscilla fra la costante perdizione e i tentativi di riabilitazione.

Ma Lee nasconde una forza interiore che la spinge a cercare la sua autonomia e la sua vita. Studia con successo per divenire dattilografa e ottiene un impiego come segretaria nello studio legale dell’ avvocato E. Edward Gray (James Spader). L’avvocato, turbato dall’abbandono di una donna/domina dal cui ricordo cerca di sfuggire attraverso un pesante esercizio fisico, eser-cita il suo potere frustrato sulle segretarie. Parla poco il signor Grey, sa solo dare ordini e pro-va un immenso piacere ad umiliare chi le sta vicino e a sottolineare con le sue preziose matite rosse gli errori delle sue dattilografe. Ma, contrariamente alle sue aspettative, la piccola Lee non lo abbandona nemmeno quando le sue richieste cominciano a rasentare il compulsivo. An-zi, per la sottomessa dattilografa il rapporto inizia a mutare in qualcosa di intrigante, i confini fra sessualità e professionalità si confondono e i due si trascinano a vicenda sempre più a fon-do nei loro giochi di schiavitù e potere. Lee cessa di essere autolesionista e cerca, facendo de-liberatamente errori di battitura, l’intervento sadico dell’avvocato, che la scruta da dietro la sua scrivania di legno scuro con i suoi occhi sporgenti e indecifrabili. Lee Halloway ora la sua pre-da, ingenua e indifesa come un animaletto per troppo tempo chiuso in gabbia, si rivela giorno dopo giorno, e soprattutto nelle piccole cose, la più perfetta e sconvolgente delle amanti.

Ben presto Grey comincia ad essere turbato dalla loro relazione e cerca di uscirne, spingendo la segretaria a tentare la strada dell’obbedienza estrema che diventa ribellione potente e co-stringe l’uomo a cedere alla richiesta sentimentale della piccola grande Lee.

Giocando con astuzia e malizia su temi fin troppo trattati come amore e sessualità, Secretary esplora coraggiosamente ed intelligentemente il difficile campo della malattia e del dolore pre-sentando la guarigione come qualcosa che non si “impara” dai dottori, ma si vive e si sente sulla propria pelle attraverso il risveglio di tutte le facoltà umane.

Il film, che ha dovuto superare non poche difficoltà, da quelle di produzione a quelle di distri-buzione, prima di confutare il sospetto di essere un “softcore”, si nutre di scene forti, è vero. Eppure anche quando il signor Grey ‘sculaccia’ la giovane o la sottopone a curiosi esperimenti, la storia non perde mai la sua grazia e il suo spirito innocentemente liberatorio.

Meravigliosa la scena d’apertura del film che anticipa la sorprendente evoluzione della giovane Lee e ce la mostra quasi come un Cristo felice o una ballerina acrobata alle prese con uno strumento di “tortura” che lei porta con maestria ed eleganza.

La segretaria, per nulla spaventata dalle insolite richieste del suo “capo”, anzi meravigliosa-mente turbata, acquista, attraverso il proprio corpo, la liberazione della mente.

Non c’è da stupirsi che non ci sia in realtà nessuna scena di sesso tra i due protagonisti: il gio-co è molto più sottile, coinvolgente, primordiale. La ragazza, acquistando fiducia in se stessa, si scopre prepotentemente attratta da questo tipo di sessualità libera e senza tabù e si ritrova, quasi senza rendersene conto, follemente innamorata di un uomo che la maggior parte delle donne giudicherebbe perverso. Il signor Grey, che tale strategia di seduzione sembra cono-scerla bene, si trova questa volta alle prese con una donna in grado non solo di tener testa alle sue fantasie, ma capace di provare e fargli provare emozioni nuove e assolute.

Questo bel film d’amore, che ha lo smalto della commedia e lo spessore del saggio filosofico, rappresenta il riuscito tentativo di parlare del dolore, della sofferenza e della liberazione, attra-verso il più piacevole e complesso dei rapporti umani: il sesso.
Letto 5039 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
Layouts
Colors