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Venerdì, 16 Aprile 2004 08:24

Insolito morir

Scritto da  Nadine
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Ti verrei di fronte, con cura ti chiuderei la bocca con la mia calza nera e osserverei le tue narici dilatarsi. Mi siederei sulla tua intimità e ti scenderei addosso fino a sentirmi sazia ma non dandoti la possibilità di saziarti...

Sono certa che la tua morte sarebbe la mia vita.
Ti vorrei uccidere, lentamente.
Vorrei gustarmi ogni singolo momento della tua vita, uscire fuori dal tuo corpo.
Ascolterei ogni respiro che perde il suo ritmo energico...
Guarderei ogni tua espressione cambiare,
Osserverei il tuo sguardo cercare chissà cosa, chissà perché.
Mi avvicinerei a te, con passione per dirti quanto il mio malato amore sia grande e infinito...
Oh, quanto ti vorrei uccidere.
Ti legherei alla stessa scrivania dove tu, milioni di volte, hai legato me...
E, con ardore, siederei ai tuoi piedi adorante e ne leccherei ogni singola insenatura: tra le tue dita assaporerei il sottile sapore della sorpresa.
Con attenzione avvicinerei le tue carnose caviglie sotto la candida spinta di una bianca corda.
Poi, ansimante, adagerei il mio dito indice nel tuo ombelico, centro del tuo mondo, e spingerei...
...spingerei, fino a sentire il tuo soffocato lamento darmi soddisfazione, fino a vedere la tua curvatura in avanti.
Ti guarderei dritto negli occhi, fiera, decisa, senza tentennamenti.
Poserei le mie dita tra le dita delle tue mani: stringerei... legherei.
Ti legherei i polsi con il bianco della corda bianca.
Sfiorerei la peluria delle tue braccia per vedere ogni singolo pelo spiccare un salto.
Ti verrei di fronte, con cura ti chiuderei la bocca con la mia calza nera e osserverei le tue narici dilatarsi.
Mi siederei sulla tua intimità e ti scenderei addosso fino a sentirmi sazia ma non dandoti la possibilità di saziarti.
Oh, quanto ti amerei…
Morderei il tuo torace per gustarmi ogni tuo piccolo sussulto di dolore.
Morderei e leccherei ad ogni tuo lamento.
Ti farei assaggiare la mia scarpa: te la porgerei avanti la bocca, dopo averti dato un po’ di fiato togliendoti la calza.
Te la struscerei addosso, te la farei leccare e leccare e poi ancora leccare.
Ti regalerei le mie dita, il mio tallone.
Ti ordinerei di passare la lingua meglio, nonostante meglio non potresti fare.
Indosserei i tuoi stivali preferiti, quelli dalla lunga cerniera, ti porgerei la linguetta di ferro tra i denti e ti farei andare su e giù: stivali chiusi e aperti…
...aperti e chiusi. La tua lingua, mal indietreggiata si incastrerebbe e il tuo urlo trapasserebbe le pareti del mio corpo fino a darmi eccitazione ad ogni singola mia cellula.
Guarderei la tua lingua ferita, osserverei le lacrime trattenute dei tuoi occhi e ti amerei...
I tuoi sguardi carichi di rabbia accrescerebbero la mia voglia di ucciderti.
Ti sussurrerei all’orecchio: “La mia vendetta e’ il mio amore per te.”
Mi alzerei, mi rivestirei, ti verrei accanto e ti giocherei tutto, ridendo, perché ti avrei dimostrato quanto io sia più brava di te.
Ti trapasserei con il mio predominio, e spingerei la lama della mia superiorità dentro il tuo profondo ego che non potrei fare a meno di voler distruggere.
Ecco, ti ucciderei così.
Poi, stanca, mi siederei per terra, sul tuo tappeto preferito…
Guarderei il gigante che e’ in te, vacillare dando spazio alla tua insicurezza e, fanciullescamente, mi addormenterei.
Al risveglio, l’addio.
Letto 2612 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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